Ex mercato Ortofrutta, degrado e spaccio
di Martina Stocco
Telai di biciclette, sellini, pedali, ruote... Potrebbe essere l’attrezzatura di un qualsiasi meccanico di bici, invece, è un’area più simile ad una sorta di officina della bicicletta rubata. All’inte...
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Telai di biciclette, sellini, pedali, ruote... Potrebbe essere l’attrezzatura di un qualsiasi meccanico di bici, invece, è un’area più simile ad una sorta di officina della bicicletta rubata.
All’interno dell’ex Mercato ortofrutticolo, nell’area, dove un tempo probabilmente c’erano gli uffici, si trova ora un deposito di biciclette fatte letteralmente a pezzi. Smontate e poi nuovamente assemblate, tra i vari pezzi di ricambio si possono scorgere rifiuti di ogni genere: fazzolettini di carta usati, bottiglie in plastica e vetro, e addirittura siringhe. Il capannone, in disuso da anni, si presenta nel solito stato fatiscente: la recinzione è rotta in vari punti, le erbacce sono cresciute a dismisura e si notano oggetti appartenenti a qualcuno che a suo modo vive o frequenta la zona.
«C’è un grande viavai di persone - racconta un residente di via Triva - e dal palazzo in cui abito, che si affaccia su ciò che rimane del mercato della frutta, ne vedo passare in continuazione». Non stentiamo a credere alle parole dell’intervistato dato che, proprio mentre perlustriamo il perimetro dello stabile, vediamo anche noi il passaggio di alcune persone nell'area circoscritta dalla recinzione. «Se iniziassero i lavori di riqualificazione - riprende l’intervistato - questa situazione non ci sarebbe. Tuttavia, i lavori sono fermi, mentre il degrado aumenta. Il problema principale è dato dalla presenza degli spacciatori, ma non solo: ci sono parecchi topi, attratti anche dalla spazzatura che si trova lungo la strada. In particolare in via del Mercato, proprio a fianco dei cassonetti, ci sono sempre sacchi dell’immondizia buttati a terra e materiali destinati all’isola ecologica, come frigoriferi e piccoli elettrodomestici».
All’interno dell’ex Mercato ortofrutticolo, nell’area, dove un tempo probabilmente c’erano gli uffici, si trova ora un deposito di biciclette fatte letteralmente a pezzi. Smontate e poi nuovamente assemblate, tra i vari pezzi di ricambio si possono scorgere rifiuti di ogni genere: fazzolettini di carta usati, bottiglie in plastica e vetro, e addirittura siringhe. Il capannone, in disuso da anni, si presenta nel solito stato fatiscente: la recinzione è rotta in vari punti, le erbacce sono cresciute a dismisura e si notano oggetti appartenenti a qualcuno che a suo modo vive o frequenta la zona.
«C’è un grande viavai di persone - racconta un residente di via Triva - e dal palazzo in cui abito, che si affaccia su ciò che rimane del mercato della frutta, ne vedo passare in continuazione». Non stentiamo a credere alle parole dell’intervistato dato che, proprio mentre perlustriamo il perimetro dello stabile, vediamo anche noi il passaggio di alcune persone nell'area circoscritta dalla recinzione. «Se iniziassero i lavori di riqualificazione - riprende l’intervistato - questa situazione non ci sarebbe. Tuttavia, i lavori sono fermi, mentre il degrado aumenta. Il problema principale è dato dalla presenza degli spacciatori, ma non solo: ci sono parecchi topi, attratti anche dalla spazzatura che si trova lungo la strada. In particolare in via del Mercato, proprio a fianco dei cassonetti, ci sono sempre sacchi dell’immondizia buttati a terra e materiali destinati all’isola ecologica, come frigoriferi e piccoli elettrodomestici».
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