Smaltiflex, oggi si gioca a carte scoperte
San Felice. A Vignola si terrà la gara per l’affitto della ricca azienda fallita: c’è curiosità sugli interessati
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SAN FELICE. In uno studio notarile di Vignola oggi si decide l’affitto della Smaltiflex Energia, fallita nonostante avesse lavori commissionati per oltre 3,5 milioni di euro. Una vicenda che ha destato molte perplessità, trattandosi dello stabilimento e della ditta più storica di San Felice. L’attuale società era nata dal concordato della Smaltiflex spa. Smaltiflex Energia era costretta a versare al concordato della Spa somme esose, tanto che nonostante fosse in salute è stata costretta a fallire.
Ora, dai nominativi della società che si aggiudicherà l’affitto, potranno arrivare risposte indirette su una vicenda che ancora non ha chiarito i tanti punti oscuri. Eventuali offerte per l’affitto dovranno quindi pervenire esclusivamente mediante consegna diretta ed in busta chiusa, previo appuntamento, entro e non oltre le 10 di oggi presso lo studio del Curatore fallimentare di Vignola. La gara informale tra gli eventuali offerenti si terrà a partire dalle 10,30.
La Smaltiflex era una delle ditte più longeve di San Felice. Smaltiflex Energia, era sorta in stretta continuità alla storica impresa che ha percorso un po’ tutta l’avventura manifatturiera italiana. L’udienza dei creditori in Tribunale è fissata a gennaio, mentre il fallimento risale al 20 settembre. Intanto restano per strada venti dipendenti, quelli che erano stati traghettati nella rinnovata avventura imprenditoriale di Smaltiflex. Si disperde così un know how che era cresciuto, al punto da smuovere l’interesse di compagnie energetiche internazionali. Fine dell’avventura per l’imprenditore Alberto Chelli la cui famiglia fondò Smaltiflex dal nulla. Chelli aveva ceduto l’attività nel 2010 ad un magnate siriano. La crisi e la guerra in Medio Oriente hanno impedito che l’operazione si completasse e Chelli a 70 anni l’ha ripresa in mano, convinto di poterla salvare e traghettare al gruppo Cpl, nel dicembre 2012. Un impegno che si è scontrato con le difficoltà della globalizzazione. Chelli è rimasto solo, l’azienda storica è andata in concordato ed è ripartita come Smaltflex Energia. Al concordato sono stati versati 2 milioni di euro, ma c’era un anche ritardo di 700mila. Ne è derivato un decreto ingiuntivo del liquidatore, che ha spinto le banche a paralizzare la liquidità alla Smaltiflex Energia. Da una parte le ragioni dei dipendenti, che avevano ripetutamente manifestato davanti all’azienda. Dall’altra quelle degli istituti bancari e dei creditori. Infine la decisione della Regione, che ha negato il contributo di sistemazione post sisma alla Smaltiflex.
Ora, dai nominativi della società che si aggiudicherà l’affitto, potranno arrivare risposte indirette su una vicenda che ancora non ha chiarito i tanti punti oscuri. Eventuali offerte per l’affitto dovranno quindi pervenire esclusivamente mediante consegna diretta ed in busta chiusa, previo appuntamento, entro e non oltre le 10 di oggi presso lo studio del Curatore fallimentare di Vignola. La gara informale tra gli eventuali offerenti si terrà a partire dalle 10,30.
La Smaltiflex era una delle ditte più longeve di San Felice. Smaltiflex Energia, era sorta in stretta continuità alla storica impresa che ha percorso un po’ tutta l’avventura manifatturiera italiana. L’udienza dei creditori in Tribunale è fissata a gennaio, mentre il fallimento risale al 20 settembre. Intanto restano per strada venti dipendenti, quelli che erano stati traghettati nella rinnovata avventura imprenditoriale di Smaltiflex. Si disperde così un know how che era cresciuto, al punto da smuovere l’interesse di compagnie energetiche internazionali. Fine dell’avventura per l’imprenditore Alberto Chelli la cui famiglia fondò Smaltiflex dal nulla. Chelli aveva ceduto l’attività nel 2010 ad un magnate siriano. La crisi e la guerra in Medio Oriente hanno impedito che l’operazione si completasse e Chelli a 70 anni l’ha ripresa in mano, convinto di poterla salvare e traghettare al gruppo Cpl, nel dicembre 2012. Un impegno che si è scontrato con le difficoltà della globalizzazione. Chelli è rimasto solo, l’azienda storica è andata in concordato ed è ripartita come Smaltflex Energia. Al concordato sono stati versati 2 milioni di euro, ma c’era un anche ritardo di 700mila. Ne è derivato un decreto ingiuntivo del liquidatore, che ha spinto le banche a paralizzare la liquidità alla Smaltiflex Energia. Da una parte le ragioni dei dipendenti, che avevano ripetutamente manifestato davanti all’azienda. Dall’altra quelle degli istituti bancari e dei creditori. Infine la decisione della Regione, che ha negato il contributo di sistemazione post sisma alla Smaltiflex.
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