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Un “Far west” per assaltare la cassaforte

Un “Far west” per assaltare la cassaforte

La vittima: «Così non si vive». I banditi hanno agito a volto scoperto portando via soldi e gioielli. Di loro nessuna traccia

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«Ci difendiamo come possiamo. Abbiamo un impianto di videosorveglianza, che ha funzionato bene, l’allarme e altro. Ma non basta, evidentemente. Ogni giorno è un bollettino di guerra. Ora è toccato alla mia famiglia. Non si può. Non è questa la sicurezza, ne va della nostra serenità. L’unica fortuna è stata la pattuglia della polizia in zona». Parla il titolare di un importante negozio di materiale per arredamento a Modena. È il capofamiglia proprietario della casa presa d’assalto, sabato pomeriggio, dai ladri poi inseguiti dalla polizia. Una fuga lungo la Vignolese a San Damaso terminato con i colpi sparati in aria dagli agenti, lo speronamento dei banditi e la loro fuga per i campi. Un caso sul quale, ieri, non si è saputo niente di più dalla polizia, che ha reso noto un telegrafico «nessuna novità». Eppure questo colpo, eseguito con precisione quasi militare, ha creato paura in strada oltre che danni e feriti (per fortuna lievi).

Ecco la ricostruzione dell’accaduto. È sabato pomeriggio. Il commerciante e i familiari sono fuori Modena per il week-end. Intorno alle 17.45, quando fa già buio fitto, una banda di quattro uomini - tutti a volto scoperto, età media intorno ai trent’anni, dall’aspetto stranieri - si avvicina alla casa, una villetta di campagna alle porte di San Damaso, prima del curvone. Non è una zona isolata. Perciò i ladri aggirano il giardino, rompono un vetro a piano terra e da lì entrano nella casa delle vittime agendo indisturbati: l’allarme scatta ma hanno qualche minuto. Sono tre, più un palo fuori. Attraversano le stanze frugando velocemente. Nella camera da letto della coppia trovano qualche gioiello sul comodino di lei e lo arraffano. Ma non è quello che cercano. Vogliono la cassaforte. Trovano la scatola blindata incassata nel muro e tirano fuori gli attrezzi. Col flessibile tagliano la lamiera di acciaio temperato e la staccano. Prendono gioielli e soldi contenuti all’interno. Il valore è ingente: migliaia di euro, ma una stima esatta per ora non è possibile. «È tutto quello che avevamo - racconta con amarezza la vittima - erano i nostri gioielli di famiglia e del denaro». Poi i ladri escono e salgono su una Audi A4 scura. Ed è in quel momento che arriva per combinazione la guardia giurata attirata dall’allarme scattato. La guardia intercetta l’auto e chiama immediatamente la questura. Riesce a dare numero di targa e modello alla Sala Operativa che trasmette i dati alle pattuglie. Per combinazione un’auto della squadra volante si trova proprio a San Damaso, a 500 metri dal colpo. Gli agenti della Volante prendono i dati e subito dopo intercettano l’auto dei banditi: i mezzi si incrociano. E a quel punto, prima delle 19, quando scatta l’inseguimento, scoppia il caos. I banditi urtano i mezzi in coda lungo la via Vignolese buia. Le auto riportano serie danni, i conducenti restano feriti. Poi l’auto della gang sperona quella della polizia. Un agente esce e spara colpi di pistola in aria ma non li intimidisce. I banditi abbandonano l’auto e scappano lungo le strade dietro alla via Vignolese e arrivano verso il frantoio della cava facendo perdere le trace. Poco dopo gli esperti della Scientifica della Questura rilevano ogni impronta e traccia dei banditi sull’auto abbandonata. È probabile che siano scappati su un altro mezzo. (c.g.)

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