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«Bper banca dovrà risarcire quelle azioni di Carife»

«Bper banca dovrà risarcire quelle azioni di Carife»

Nella causa civile di un cliente il tribunale impone alla banca che è subentrata di pagare 19mila euro per i titoli perduti. Ora i casi si potrebbero moltiplicare

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MODENA. Una sentenza del tribunale di Ferrara che coinvolge Bper Banca potrebbe determinare nel settore bancario una reazione a catena, difficile da preventivare nelle sue conseguenze. Per la prima volta, in sede civile, un giudice del tribunale di Ferrara, Anna Ghedini, ha dato ragione a un azionista di Carife che aveva fatto causa alla Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara per l’azzeramento dei suoi titoli. La sentenza ha stabilito che la Nuova Carife, e quindi Bper quale ente ponte che ha rilevato l’istituto di credito ferrarese depurato di tutte le sue zavorre, è chiamata ora a risarcire 19.209,64 euro, frutto delle azioni che possedeva il richiedente al prezzo con cui le aveva acquistate.

L’azionista di Carife era difeso dall’avvocato Stefano Di Brindisi, dello studio legale Bdf, specializzato in diritto bancario. «Finora - dice l’avvocato Di Brindisi - era stata data quasi per scontata l’esclusione della responsabilità della Nuova Cassa di Risparmio ferrarese dalle pendenze della vecchia banca. Il giudice ha sentenziato invece il rimborso integrale delle azioni con la rivalutazione monetaria e il pagamento di tutte le spese. È una sentenza - prosegue Di Brindisi - che cambia la dinamica dei rimborsi delle azioni. Sono convinto che la battaglia legale da intraprendere sia da fare sul piano civile, anche perché sul piano penale la responsabilità è individuale ed è difficile da dimostrare per chi ha rilevato la banca. Una pratica civile da avviare dopo aver dato corso alla mediazione obbligatoria. Occorre esaminare caso per caso e individuare quali sono i punti favorevoli per ciascun risparmiatore. Ogni caso è singolo e la sentenza apre quindi speranze e possibilità per altri azionisti». Visto che la Nuova Carife è stata assorbita dal gruppo Bper e tra pochi giorni cesserà di vivere per passare anche con il nome nella banca popolare, sarà proprio il gruppo modenese a questo punto, secondo il tribunale, a dovere risarcire le azioni. La ragione della condanna sta nella violazione da parte della vecchia Carife di alcune norme del Testo Unico Finanziario e del Regolamento Consob attuativo della Direttiva Mifid. Il Tribunale ha respinto l'eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dalla difesa di Nuova Carife, osservando che questa risponde di tutti debiti della vecchia, compresi quelli derivanti da vendita di azioni o obbligazioni.
 

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