Gazzetta di Modena

Modena

Estorcevano soldi ad un agricoltore

di Stefano Totaro
Estorcevano soldi ad un agricoltore

Gli promettevano d’abbassare le richieste economiche dell’ex moglie e di proteggerlo da ritorsioni dopo due roghi dolosi

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Ha avuto la forza di reagire, varcando la soglia della questura per raccontare rutto quello che gli stava accadendo e cioè che era finito nel mirino di due estorsori, di due aguzzini che, conoscendo le sue vicende matrimoniali, o meglio, la sua difficile separazione finita al centro di un contenzioso giuridico, gli avevano offerto i loro servigi, proponendosi di “calmierare” le esose richieste dell’ex moglie. Non solo, sullo sfondo di questa vicenda anche la baracchina della frutta sulla via Vignolese e l’auto dell’ex moglie, entrambe incendiate con dolo: questi due episodi sono stati “sfruttati” dai due malviventi per cercare di estorcere ulteriore denaro. Grazie però alla denuncia della vittima, ovvero un imprenditore agricolo di 57 anni, il piano dei due estorsori è saltato e invece all’appuntamento concordato con l’agricoltore per farsi consegnare 2mila euro hanno trovato ad attenderli un paio di manette.

La squadra mobile infatti ha arrestato in flagranza di reato due 48enni abitanti a Modena e nativi di Palermo, A.M.G. e G.L.: sono accusati di minacce ed estorsione in concorso, Entrambi pregiudicati, uno è nullafacente, l’altro millanta di essere un volontario di una associazione venatoria di cui avrebbe anche una specie di distintivo. Nella sua abitazione inoltre è stata trovata anche una pistola ad aria compressa.

La vicenda ha inizio circa un mese fa. Ma come arrivano i due palermitani alla loro vittima? Per il fatto che conoscono il nuovo compagno, siciliano pure lui, della ex moglie dell’imprenditore agriocolo. In questo modo si dimostrano ben informati circa la vita privata del 57enne: erano infatti a conoscenza della separazione con l’ex moglie e delle difficoltà, del contenzioso giudiziario in atto tra i due. Cosicché si offrono come intermediari, gli offrono i loro modi per convicere l’ex moglie ad abbassare il tito, a moderare le richieste economiche nell’affare separazione. Un impegno dal costo di 3mila euro.

Ma non è finita qui. Siamo agli inizi di ottobre e, come le cronache hanno riportato, si verificano in città due incendi dolosi di cui ancora non si conoscono i responsabili: si tratta sia della baracchina per la vendita della frutta lungo la Vignolese sia di un’auto, entrambe dell’ex moglie del 57enne. I due pertanto tornano alla carica e questa volta propongono la loro “protezione”: in sostanza gli fanno notare che lui è il primo sospettato dei due roghi dolosi e che pertanto la “parte offesa” avrebbe potuto reagire, che sarebbe stato facile che prima o poi la sua stalla o il fienile sarebbero stati dati alle fiamme per vendetta. Una protezione dunque al costo di 3mila euro. Siamo già a 6mila euro versati, ma dopo due giorni gli estorsori si ripresentano e chiedono altri 2mila euro, facendosi minacciosi ed esigenti. A questo punto l’imprenditore agricolo capisce che non sarebbe mai finita e si decide a raccontare tutto alla polizia. Gli agenti della Mobile quindi fanno scattare la trappola: il 57enne segue le istruzioni dei due estorsori, si presenta vicino al Conad di Baggiovara, consegna loro i soldi e in quell'istante scatta il blitz della polizia.

Le indagini non si fermano qui. È probabile infatti che i due palermitani abbiamo effettuato altre estorsioni con gli stessi metodi. Pertanto è lo stesso Questore che invita i cittadini a sporgere denuncia. «L’operazione della squadra mobile che quest’anno ha già tratto in arresto 94 persone - ricorda Fassari - conferma la necessità che le vittime di reati reagiscano ai fatti di cui sono vittime. Pur riconoscendo il ruolo fondamentale che gli organi d’informazione svolgono in uno stato democratico, le denunce – presupposto imprescindibile per perseguire gli autori dei reati – si sporgono presso gli Uffici di Polizia non bastando evidenziare malcontento sui media».

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