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Scuola-lavoro, non va ora è mobilitazione

Scuola-lavoro, non va ora è mobilitazione

Flash mob e videointerviste contro l’applicazione dell’alternanza scuola-lavoro. La Rete degli Studenti si mobilita e fa sentire la sua voce per denunciare le tante cose che non vanno in quella che...

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Flash mob e videointerviste contro l’applicazione dell’alternanza scuola-lavoro. La Rete degli Studenti si mobilita e fa sentire la sua voce per denunciare le tante cose che non vanno in quella che sulla carta era una grande possibnilità offerta agli studenti.

Il punto di partenza oggi alle 7,45, prima dell’ingresso dei compagni, davanti all’ingresso del Muratori e polo scolastico Leonardo.

Il programma andrà avanti con manifestazioni, assemblee pubbliche e sit-in da lunedì prossimo a giovedì 23 novembre. In mezzo, la Giornata internazionale dello studente di venerdì 17 novembre.

Tanti momenti per far riflettere i loro coetanei (e non soltanto) sull’alternanza e sui trasporti, sull’edilizia scolastica e sugli spazi a disposizione di ragazze e ragazzi.

La Rete ha lanciato anche l’hashtag #meritadipiù per ribadire che la generazione di giovani vuole avere più possibilità e garanzie.

A cominciare dalla discussa alternanza scuola-lavoro.

«Abbiamo ricevuto segnalazioni rispetto a casi gravissimi di sfruttamento degli studenti - sottolinea Camilla Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti medi - che hanno passato settimane svolgendo mansioni di pulizia in ristoranti e alberghi questa estate o nei campi sotto il sole di luglio». Testimonianze diventate video che la Rete diffonderà su internet. «Abbiamo oscurato i volti e non inserito né i nomi né le scuole di appartenenza - riprende Scarpa - per proteggere la loro privacy ed evitare che potessero avere problemi in classe».

La coordinatrice rimarca che l’alternanza «così fatta non è un’occasione di formazione per gli studenti, ma solo di manodopera gratuita per gli enti ospitanti».

La Rete degli Studenti ha già attivato vertenze con la Cgil per casi che sono stati definiti cattiva alternanza.

Alla protesta segue la proposta. La sigla studentesca domanda, innanzitutto, formazione adeguata degli studenti, soprattutto per quanto riguarda i temi della sicurezza e dei diritti dei lavoratori. Punti spesso ignorati dalle ragazze e dai ragazzi, come mostrato da una ricerca dello scorso maggio compiuta dalla Rete. Inoltre, la Rete invoca una selezione degli enti ospitanti sulla base della coerenza con il percorso di studi e della reale idoneità degli enti ad ospitare ragazzi tra i 16 e 19 anni; in aggiunta, domanda che sia data la possibilità agli studenti di esprimersi e valutare la propria esperienza, auspicando la creazione di commissioni di monitoraggio dell'alternanza su tutti i livelli.

In tali commissioni è richiesta anche la rappresentanza degli studenti.

«Va istituito al più presto un tavolo di monitoraggio regionale che consenta di prevenire i casi di sfruttamento degli studenti in alternanza scuola-lavoro», conclude Scarpa. (g.f.)

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