Gazzetta di Modena

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Studenti-scrittori raccontano la città

di Gabriele Farina
Studenti-scrittori raccontano la città

Con WeAreModena Emi Paolo Palma e Andrea De Carlo  hanno raccolto racconti di ragazzi delle scuole superiori

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Un libro di studenti per studenti. Nasce con questo spirito We Are Modena, il testo collettivo realizzato da 32 giovani autori modenesi lanciato da Andrea De Carlo ed Emi Paolo Palma.

Il primo è uno studente di Scienze della Comunicazione a Bologna, il secondo frequenta il Tassoni. «Stavo tornando da un viaggio in Puglia - racconta De Carlo - e ho pensato che sarebbe stato bello coinvolgere gli studenti in modo attivo. Avevo fatto diverse presentazioni per “Bianca Neve” (il suo primo libro, ndr), ma volevo qualcosa di diverso. Così abbiamo pensato di coinvolgere i ragazzi in un concorso di racconti che non terminasse con la premiazione, ma desse origine a un libro. Così, in accordo con la casa editrice Edizioni del Loggione, abbiamo istituito un concorso di racconti da ragazzi per ragazzi».

I tempi, assicura De Carlo, sono stati stretti. Il concorso è stato lanciato ad aprile con un videomessaggio sul sito dedicato (www.wearemodena.it) e si è chiuso il 31 luglio. Ad agosto la selezione e la stampa, lo scorso mese gli incontri tra gli autori.

«Abbiamo avuto una cinquantina di iscritti - riprende De Carlo - e le tematiche erano libere. Ciascuno poteva scrivere di tutto: abbiamo avuto racconti sul bullismo, gli amori, la famiglia, i problemi personali, la maturità. Avremmo dovuto selezionare una ventina di racconti. Tuttavia, abbiamo deciso di ampliare la selezione per non tagliarne tanti belli». Un’altra trasgressione è stata il coinvolgimento di dodici illustratori, che hanno arricchito il volume con immagini in bianco e nero. «Conoscevamo qualcuno bravo a disegnare - aggiunge De Carlo - ma avevamo bisogno di spaziare un pò. Abbiamo cercato su Instagram studenti disponibili a illustrare i racconti».

Nasce così il racconto collettivo di 31 racconti e 32 autori provenienti dal Selmi e dal Tassoni, dal Muratori e dal Venturi, dal Sigonio e dal Wiligelmo, dal Corni e dal Paradisi di Vignola, dal Morandi di Finale e da tutti gli istituti coinvolti.

Tutta la campagna, infatti, è stata condotta attraverso il passaparola tra gli studenti e i social. Le sorprese non mancano.

«Abbiamo letto almeno quattro racconti sui nonni - spiega De Carlo - ed è un fatto che ci ha stupito. Non sono arrivati racconti di famiglia dedicati ai genitori. Ci ha stupito anche chi ha sviluppato la disparità di genere, come rappresentata in Oriente. La stessa ambientazione dei racconti è spesso sorprendente perché anche modenesi da diverse generazioni hanno scritto storie non ambientate in Italia e nemmeno nel mondo occidentale».

Il progetto ha un presente e avrà anche un futuro. «Stiamo pensando a nuovi incontri - conclude De Carlo - che coinvolgano rappresentanti dell’associazionismo modenese come Alternativa Studentesca e la Rete degli Studenti».

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