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Tennis Modena, stangata dal Demanio

di Davide Berti
Tennis Modena, stangata dal Demanio

Sentenza del tribunale: dovrà pagare 700mila euro per aumenti del canone. Se l’area passerà al Comune ci sarà un bando

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Una società coi bilanci in ordine, gloria dello sport modenese, patrimonio della città, storia del tennis italiano, oggi club tra i più titolati a livello giovanile, che a causa di un contenzioso con il Demanio rischia di dover mettere in discussione il proprio presente perché una sentenza del tribunale di Bologna impone il pagamento di un canone arretrato per l’occupazione di un’area dello Stato: totale circa 700mila euro da versare.

È la situazione che oggi, a pochi giorni dal pronunciamento dei giudici, si trova a dover gestire il Tennis Modena, uno dei pochi circoli centenari d’Italia che ha scritto un pezzo della storia di Modena, non solo sportiva.

E non si tratta di soldi che il club non ha voluto versare, ma dell’entrata in vigore di un provvedimento che è andato a modificare in modo unilaterale i precedenti accordi, che prevedevano per il Tennis Modena, come società sportiva plurititolata, un canone agevolato.

Una mazzata che il circolo potrà certamente gestire, ma che andrà a complicare la gestione attuale. I soci ne parleranno nell’assemblea convocata per il prossimo 15 novembre e dal circolo fanno sapere che «sarà presentato un piano con diverse soluzioni sulle quali i consiglieri saranno chiamati ad esprimersi».

Ma non c’è solo la ragguardevole cifra da pagare, per la quale si sta cercando di trattare col Demanio anche solo una importante rateizzazione.

Nella sentenza, infatti, si ribadisce che il terreno sarebbe occupato dal Tennis Modena senza più alcun titolo. Questo sembra essere l’aspetto più complicato da gestire.

L’area del circolo di viale Monte Kosica, infatti, era stato uno dei capitoli di discussione all’incontro del 20 luglio 2015 tra il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Il primo cittadino lo aveva incluso nel “pacchetto “ di venti beni che si proponeva di gestire l’amministrazione, come nel caso delle Caserme. Il sindaco aveva mostrato di essere consapevole delle elevate richieste avanzate nei confronti del club ultracentenario e nella nota del Comune si esprimeva fiducia nella ricerca di una soluzione attraverso l’assegnazione dell’area e dei suoi edifici di proprietà statale. Fino a prima della sentenza questa era la situazione, e un ruolo attivo ora potrebbe davvero anche svolgerlo il Comune.

In piazza Grande si sta già ragionando e quando arriverà il formale passaggio di consegne tra il Demanio e il Comune il primo atto sarà quasi certamente un bando per la gestione dell’area. Partita non semplice perchè non si possono trascurare soprattutto due aspetti. Il primo è tangibile: in questi anni il Tennis Modena ha costruito, apportato migliorie, moltiplicato il valore di un circolo storico dove hanno giocato i migliori tennisti d’Italia. Il secondo si misura con l’attuale valore sportivo e sociale: oggi il Tennis Modena è un punto aggregativo in una zona che non gode, nei dintorni, delle migliori frequentazioni. In più ha saputo catalizzare l’attenzione di alcuni tra i migliori tennisti della provincia cresciuti grazie al valore dei suoi maestri, che hanno coltivato un vivaio che oggi è stabilmente tra i migliori dieci d’Italia. Un vero patrimonio che non può essere dimenticato. E in tempi in cui, per tutti altri motivi, si è perso il Modena Calcio, sarebbe grave non trovare una strada virtuosa per il futuro del Tennis Modena.

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