«Alberghi, dopo la crisi serve uno scatto in avanti»
Amedeo Faenza: «L’asta del Raffaello è una pagina triste, speriamo nel rilancio Il sistema modenese è tornato competitivo. L’intesa con Bologna funzionerà»
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A Modena il turismo aumenta e con esso gli “affari” degli albergatori che nell’ultimo biennio stanno uscendo dalla crisi quasi decennale.
Di contro ci sono, come ricorda il presidente di Federalberghi Modena e vicepresidente per la sezione alberghiera dell’Emilia Romagna Amedeo Faenza in questa intervista, ancora problemi relativi alla burocrazia mentre in città storici alberghi cambiano faccia o chiudono per sempre.
È il caso, raccontato nell’edizione di ieri, dello storico hotel Raffaello di via per Cognento che andrà all’asta giudiziaria domani per tre milioni. Faenza che pensa del fallimento del Raffaello e prima ancora del Fini di piazzale San Francesco e del Real Fini di via Emilia Est?
«Sono casi differenti - spiega il dirigente, anche presidente di Modenatur e proprietario di alberghi e ristoranti in città - con una propria storia certo figlia delle difficoltà economiche del settore. Almeno per il Fini di via Emilia mi pare che la situazione sia migliore perché mi pare riaprirà a breve grazie a una catena».
Il Raffaello?
«Lì è diverso, ora speriamo che l’asta vada bene e ci sia un imprenditore interessato. Teniamo presente che occorrerà mettere in conto una approfondita riqualificazione: pensi solo che rifare un bagno in una abitazione privata può costare 10-15mila moltiplichi per 90 camere e si capisce l’ordine delle cifre da investire».
Qual è oggi la situazione delle ricettività modenese?
«Dai tempi di Expo in avanti i turisti vengono, inutile negarlo. E dopo anni di crisi nera da qualche tempo si rivede la luce anche perché ModenaTur, così come BolognaWelcome a Bologna, ha investito moltissimo sulla promozione. Ma ci vuole tempo, certo quest’anno il Modena Park di Vasco ha dato una mano straordinaria. Dopo anni di critiche del settore oggi occorre dire che le amministrazioni locali e regionale ci danno una mano e il turismo è al centro dell’attenzione in Emilia Romagna».
A metà mese apre anche Fico a Bologna, il parco del cibo poco lontano da noi.
«Sarà importantissimo, visto che si attendono un milione di visitatori, persone che sostanzialmente vengono anche nel nostro territorio. Oggi operiamo in sinergia con Bologna, siamo determinati ma appunto ci vuole tempo».
A dire il vero di recente ci sono state anche polemiche sul fronte turismo perché Modena sembra già succube di Bologna.
«La nuova legge regionale Corsini sul turismo è ottima, gli investimenti ci sono e il tempo farà la sua parte. Ma abbiamo una tradizione manifatturiera anche se le cose stanno cambiando: per BolognaWelcome i fondi ci sono e anche noi siamo molto attivi sul fronte promozione. C’è piuttosto un’altra cosa».
Dica.
«A Modena, ma anche a Bologna, negli alberghi c’è un livellamento di prezzi verso il basso che ci rende molto competitivi. Questo ovviamente della scelta degli albergatori di avere meno utili anche a fronte di maggiori investimenti che hanno migliorato la situazione generale».
Proprio nessun problema? «La nuova normativa regionale, è un fatto, porta ad avere maggiori fondi per il settore, ma certo mediamente manteniamo per le camere d’albergo prezzi bassi. E quel che chiediamo noi albergatori è che non ci mettano i bastoni tra le ruote con troppa burocrazia altrimenti sarà un problema ulteriore. E anche le imposte penalizzano non poco. Per questo raccomando le istituzioni si essere sempre vicino a chi fa investimenti».
Non ci sono dunque solo gli storici alberghi Fini , purtroppo ancora chiusi, quel che preoccupata è ora la situazione del Raffaello che rischia in fretta di divenire un altro luogo degradato.
La base d’asta fissata dal tribunale è 3 milioni con offerta minima di 2.250 euro e rilanci da 50mila euro per un luogo da 104 posti letto suddivisi in 44 stampe. E problemi urgenti di manutenzione soprattutto al terzo e quarto piano.
Stefano Luppi
Di contro ci sono, come ricorda il presidente di Federalberghi Modena e vicepresidente per la sezione alberghiera dell’Emilia Romagna Amedeo Faenza in questa intervista, ancora problemi relativi alla burocrazia mentre in città storici alberghi cambiano faccia o chiudono per sempre.
È il caso, raccontato nell’edizione di ieri, dello storico hotel Raffaello di via per Cognento che andrà all’asta giudiziaria domani per tre milioni. Faenza che pensa del fallimento del Raffaello e prima ancora del Fini di piazzale San Francesco e del Real Fini di via Emilia Est?
«Sono casi differenti - spiega il dirigente, anche presidente di Modenatur e proprietario di alberghi e ristoranti in città - con una propria storia certo figlia delle difficoltà economiche del settore. Almeno per il Fini di via Emilia mi pare che la situazione sia migliore perché mi pare riaprirà a breve grazie a una catena».
Il Raffaello?
«Lì è diverso, ora speriamo che l’asta vada bene e ci sia un imprenditore interessato. Teniamo presente che occorrerà mettere in conto una approfondita riqualificazione: pensi solo che rifare un bagno in una abitazione privata può costare 10-15mila moltiplichi per 90 camere e si capisce l’ordine delle cifre da investire».
Qual è oggi la situazione delle ricettività modenese?
«Dai tempi di Expo in avanti i turisti vengono, inutile negarlo. E dopo anni di crisi nera da qualche tempo si rivede la luce anche perché ModenaTur, così come BolognaWelcome a Bologna, ha investito moltissimo sulla promozione. Ma ci vuole tempo, certo quest’anno il Modena Park di Vasco ha dato una mano straordinaria. Dopo anni di critiche del settore oggi occorre dire che le amministrazioni locali e regionale ci danno una mano e il turismo è al centro dell’attenzione in Emilia Romagna».
A metà mese apre anche Fico a Bologna, il parco del cibo poco lontano da noi.
«Sarà importantissimo, visto che si attendono un milione di visitatori, persone che sostanzialmente vengono anche nel nostro territorio. Oggi operiamo in sinergia con Bologna, siamo determinati ma appunto ci vuole tempo».
A dire il vero di recente ci sono state anche polemiche sul fronte turismo perché Modena sembra già succube di Bologna.
«La nuova legge regionale Corsini sul turismo è ottima, gli investimenti ci sono e il tempo farà la sua parte. Ma abbiamo una tradizione manifatturiera anche se le cose stanno cambiando: per BolognaWelcome i fondi ci sono e anche noi siamo molto attivi sul fronte promozione. C’è piuttosto un’altra cosa».
Dica.
«A Modena, ma anche a Bologna, negli alberghi c’è un livellamento di prezzi verso il basso che ci rende molto competitivi. Questo ovviamente della scelta degli albergatori di avere meno utili anche a fronte di maggiori investimenti che hanno migliorato la situazione generale».
Proprio nessun problema? «La nuova normativa regionale, è un fatto, porta ad avere maggiori fondi per il settore, ma certo mediamente manteniamo per le camere d’albergo prezzi bassi. E quel che chiediamo noi albergatori è che non ci mettano i bastoni tra le ruote con troppa burocrazia altrimenti sarà un problema ulteriore. E anche le imposte penalizzano non poco. Per questo raccomando le istituzioni si essere sempre vicino a chi fa investimenti».
Non ci sono dunque solo gli storici alberghi Fini , purtroppo ancora chiusi, quel che preoccupata è ora la situazione del Raffaello che rischia in fretta di divenire un altro luogo degradato.
La base d’asta fissata dal tribunale è 3 milioni con offerta minima di 2.250 euro e rilanci da 50mila euro per un luogo da 104 posti letto suddivisi in 44 stampe. E problemi urgenti di manutenzione soprattutto al terzo e quarto piano.
Stefano Luppi
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