S. Prospero. Decisione del tribunale La F.lli Baraldi è fallita
Si chiude l’esperienza di 40 anni della storica azienda di Staggia Avevano commesse per 10 milioni di euro. Continua l’attività della Global
SAN PROSPERO. Il Tribunale di Modena ha dichiarato fallita la Fratelli Baraldi costruzioni edili della Bassa, la straordinaria avventura di sette fratelli e delle loro famiglie che anche nei mesi scorsi si sono prodigati in ogni modo per salvare l’azienda. La decisione è arrivata all’esito della Camera di consiglio del 3 novembre, con la sentenza pronunciata dalla Sezione fallimentare. Due pagine per statuire che sussistevano condizioni di insolvenza tali da interrompere definitivamente l’ipotesi di concordato preventivo in continuità, già dichiarato inammissibile nella sua prima formulazione con il decreto dello stesso tribunale, risalente allo scorso 7 giugno. Quando, si ricorderà, si era registrato il diniego di un importante istituto bancario creditore alla proposta formulata nel corso della procedura. La speranza si era rinnovata con l’affitto dell’azienda e il travasi degli operai, sessanta dipendenti riassunti dalla società Global Costruzioni, di cui sono titolari due imprenditori sanfeliciani.
Un piano di rilancio che era già partito, con la divisione in tre dell’azienda (le demolizioni, le costruzioni e le grandi opere) pur con tutte le difficoltà del settore. Nel monte commesse erano così confluiti lavori già in corso, da Bologna, a Cento, a Mirandola… per una decina di milioni di euro.
L’impegno della nuova società era pagare l’affitto dell’azienda e contribuire con un piano almeno triennale (Global era impegnata a versare un affitto complessivo per centinaia di migliaia di euro) così a rimpolpare le casse della società madre, ridefinendo i termini del concordato.
Ma il rigore della giustizia è arrivato prima “rilevato che risulta adeguatamente provato lo stato di insolvenza - recita la sentenza - … e che gli elementi descritti costituiscono prova inequivocabile dell’irreversibile stato di decozione in cui versa la fratelli Baraldi, consistente nell’incapacità di pagamento integrale dei propri creditori”. Ora l’incognita resta il futuro occupazionale dei sessanta dipendenti ex Baraldi, e del patrimonio milionario di mezzi e strutture a disposizione. La speranza è di salvarli nella nuova forma societaria, ma ieri il clima a Staggia di San Prospero era inevitabilmente di disperazione, e di grande dispiacere per la famiglia degli imprenditori Baraldi. Anche perché nei giorni scorsi erano stati archiviati i sospetti di collusioni rivolti ad uno dei fratelli soci e ad un ingegnere poi e comunque allontanato (in un procedimento penale aperto in Liguria) che a suo tempo avevano portato alla momentanea esclusione dalla white list, nel bel mezzo dell’emergenza post sisma. L’azienda, che già soffriva della crisi di mercato, era poi stata riammessa agli appalti pubblici con un ricambio ai vertici, dovendo affrontare però nuove e impreviste difficoltà.
Il Tribunale di Modena ha nominato come curatore fallimentare il dottor Andrea Galli, ha disposto che il fallito presenti subito scritture contabili ed elenco dei creditori e ha fissato per il prossimo 1 marzo 2018 l’adunanza dei creditori, nel corso della quale si procederà all’esame dello stato passivo. Per definire un quadro che soddisfi nel miglior modo possibile le aspettative dei creditori stessi, ma anche delle famiglie dei dipendenti e dei tanti artigiani che erano comunque rimasti legati ad un colosso che in Italia e all’estero ha eseguito lavori e demolizioni importanti, come quella dello stadio Delle Alpi di Torino (ase)
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