Modena. Dubbi sul caso Carife: Bper subentrerà solo dal 20 novembre
Il provvedimento del tribunale di Ferrara sui risarcimenti agli azionisti potrebbe coinvolgere soltanto la banca-ponte e non l'istituto di credito modenese che la sta rilevando
MODENA. Emergono dubbi sull’ipotesi del coinvolgimento di Bper Banca nel risarcimento di azionisti di Carife dopo il provvedimento del tribunale di Ferrara che ha sancito, in sede civile, il pagamento di circa 19mila euro da parte di Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara a un cliente della banca che aveva subito l’azzeramento dei titoli acquistati. Provvedimento carico di significato per l’effetto di trascinamento che potrebbe avere su numerosi casi analoghi. Gli avvocati del cliente di Nuova Carife, che hanno ottenuto il riconoscimento delle loro richieste, avevano sottolineato che il rimborso delle azioni azzerate ora spettava alla “banca ponte” che aveva di fatto raccolto la scomoda eredità dalla vecchia Cassa di Risparmio Ferrara.
Il passo successivo, vale a dire l’acquisizione di Nuova Carife da parte di Bper Banca, indurrebbe a ritenere che ora possa gravare proprio sull’istituto di credito modenese quanto stabilito dal tribunale di Ferrara: quindi il rimborso dei 19mila euro ma soprattutto le altre possibili fattispecie analoghe che potrebbero maturare. Su questo punto Bper Banca non si esprime ma è sufficiente parlare con avvocati del settore per capire che il coinvolgimento di Bper in queste vicende possa rivelarsi infondato. In particolare perché di fatto il passaggio tra Nuova Carife e Bper diventerà a tutti gli effetti operativo dal prossimo 20 novembre e dunque diventa molto discutibile stabilire su chi gravi quanto disposto dal tribunale ferrarese.
Da Ferrara si sottolinea però che la sentenza ha riconosciuto la responsabilità di Nuova Carife (appunto in procinto di essere inglobata da Bper) e apre nuove prospettive anche per chi si è costituito parte civile nel processo sull’aumento di capitale. Ne è convinto il legale di Confconsumatori, Antonio Frascerra, che intende riproporre nel dibattimento la richiesta di costituzione di parte civile nei confronti di Bper, bocciato dal giudice Piera Tassoni in sede di udienza preliminare. «Siamo stati l’unico studio a proporre questa richiesta in favore di tutti i risparmiatori costituiti parte civile nel processo - ricorda Frascerra - Il giudice ha motivato il diniego affermando che non c’è rapporto di successione tra Nuova Carife e Bper, ma l’ente ponte Nuova Carife non esiste più e la società con lo stesso nome costituita al momento dell’acquisto delle quote da parte della banca modenese, si configura come parte integrante del gruppo Bper in attesa appunto della fusione, il 20 novembre. La decisione del giudice civile avvalora la nostra tesi della connessione tra vecchia Carife, ente ponte e Bper, e siamo fiduciosi che in dibattimento possa essere accolta l’istanza che presenteremo, in base al principio della responsabilità del datore di lavoro per le azioni dei suoi dipendenti, in questo caso dirigenti della vecchia Carife. Il vantaggio del riconoscimento della responsabilità civile di Bper nel processo penale, che noi perseguiremo - conclude Frascerra - resta la più rapida, semplice e meno onerosa, perché se viene accolta avrà valore per tutti gli azionisti e obbligazionisti che si sono costituiti in quel processo».
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