Giovane writer muore dopo lo schianto
Il 24enne Luca Andrea Hernandez era in auto. La sua arte resterà sui muri di Bologna dove la famiglia ha un negozio
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GUIGLIA. Nel mondo dei writer, gli artisti che si cimentano con i graffiti sui muri della città, ognuno ha una sigla identificativa. Luca Andrea Hernandez, 24 anni, metà sangue argentino e metà italiano, aveva scelto “LAH”. E quella firma resterà a lungo sui muri di Bologna dove il ragazzo aveva partecipato a diversi progetti di riconquista di spazi lasciati al degrado del tempo. Ma LAH non potrà più ammirare i suoi lavori, incassare apprezzamenti, concorrere per progetti creativi finanziati dalle amministrazioni pubbliche. La sua giovane vita si è spezzata lunedì pomeriggio su un letto di ospedale, al Maggiore di Bologna. Un’ambulanza lo aveva trasferito d’urgenza - anche se inizialmente non era stato considerato in condizioni critiche - dopo un incidente stradale in cui era stato protagonista domenica pomeriggio. Stava tornando verso Guiglia, dove vive, Luca. Era al volante della sua auto, una Volkswagen Polo, quando all’improvviso si è scontrato con un’altra vettura nei pressi delle curve di Muffa, nella valle del Samoggia, alle porte di Monteveglio. Sull’altra vettura c’erano un papà con due bambini piccoli che per fortuna hanno riportato ferite lievi, mentre le condizioni del 24enne sono apparse subito più gravi e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per liberarlo dalle lamiere. Toccherà ai carabinieri, intervenuti sul posto, fare chiarezza sulle cause dello scontro anche se da una prima, sommaria ricostruzione l’auto del ragazzo si sarebbe pericolosamente intraversata, esponendosi all’inevitabile scontro laterale.
Di LAH sono pieni i muri di Bologna. Aveva una capacità artistica tutta sua, gli occhi profondi dei suoi personaggi dipinti danno il senso della sensibilità dell’artista. Che nonostante la giovane età si stava facendo spazio in un mondo alternativo, ma che sempre più viene incaricato di dare colore e vita a spazi incrostati e che portano i segni della vecchiaia. Sono suoi, infatti, diversi dei murales che hanno colorato via del Guasto, mentre il suo ultimo dipinto fatto con le bombolette spray è il volto del partigiano Lino Michelini impresso sulla facciata del centro civico Corticella, in zona Navile: un’opera realizzata per il progetto “Zona Ng” di via Gorki, promosso dall’associazione “Serendippo”.
In molti si sono stretti intorno alla famiglia: la mamma Silvana Ferrari e la sorella Anabel gestiscono i negozi “Sumo” a Vignola e Bologna. Vendono bigiotteria e prodotti etnici provenienti anche dall’Argentina.
«Conosco bene la mamma - dice l’ex sindaco di Guiglia, Monica Amici - In questi momenti così drammatico non ci sono parole da usare. Bisogna soltanto esprimere e dimostrare vicinanza alla famiglia di un giovane ragazzo».
Dondi-Montanari
Di LAH sono pieni i muri di Bologna. Aveva una capacità artistica tutta sua, gli occhi profondi dei suoi personaggi dipinti danno il senso della sensibilità dell’artista. Che nonostante la giovane età si stava facendo spazio in un mondo alternativo, ma che sempre più viene incaricato di dare colore e vita a spazi incrostati e che portano i segni della vecchiaia. Sono suoi, infatti, diversi dei murales che hanno colorato via del Guasto, mentre il suo ultimo dipinto fatto con le bombolette spray è il volto del partigiano Lino Michelini impresso sulla facciata del centro civico Corticella, in zona Navile: un’opera realizzata per il progetto “Zona Ng” di via Gorki, promosso dall’associazione “Serendippo”.
In molti si sono stretti intorno alla famiglia: la mamma Silvana Ferrari e la sorella Anabel gestiscono i negozi “Sumo” a Vignola e Bologna. Vendono bigiotteria e prodotti etnici provenienti anche dall’Argentina.
«Conosco bene la mamma - dice l’ex sindaco di Guiglia, Monica Amici - In questi momenti così drammatico non ci sono parole da usare. Bisogna soltanto esprimere e dimostrare vicinanza alla famiglia di un giovane ragazzo».
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