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Modena:Olympia occupato, le mini-transenne non fermano l'assemblea

Modena:Olympia occupato, le mini-transenne non fermano l'assemblea

Dopo l’occupazione il Comune si ricorda della pensilina pericolosa: messi i cartelli. Ieri sera assemblea aperta alla città

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MODENA, Magari si aspettavano un ostacolo un po’ più difficile da affrontare, o quanto meno qualcosa che coprisse l’intero ingresso del cinema.

Perché le due transenne che sono arrivate alle 19, per essere sistemate da alcuni tecnici sotto la sorveglianza della polizia municipale e della Digos, non rappresentano esattamente una barriera insormontabile, anche se di fatto avvertono i passanti che in quel punto bisogna spostarsi sul marciapiede opposto per evitare di passare sotto la pensilina.

E’ successo ieri sera in via Malmusi, nell’area dell’ex cinema Olympia occupato dagli autonomi del Guernica, dove il Comune è intervenuto per mettere in sicurezza il marciapiede, dal momento che la tettoia dell’ingresso è deteriorata e quindi pericolosa.

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Lo ha previsto l’amministrazione stessa con un’ordinanza urgente emessa ieri dal sindaco Muzzarelli, in accordo con il prefetto Maria Patrizia Paba, che ha intimato all’Istituto Vendite Aste Giudiziarie, che ha la custodia dell’immobile, di provvedere immediatamente al transennamento e di intervenire sulla manutenzione della pensilina seguendo le disposizioni impartite dalla Soprintendenza a riguardo.

La struttura è infatti sottoposta a procedura fallimentare, e da una relazione tecnica emessa nei mesi scorsi è emerso che la condizione dell’immobile crea pericolo per l’incolumità delle persone, e di conseguenza occorre ripristinare le condizioni minime di sicurezza per impedire l’accesso ai non autorizzati.

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Per ora, quindi, davanti all’ingresso sono state collocate due transenne - accompagnate da un cartello che recita “pensilina pericolante, pedoni sul lato opposto” e dal testo dell’ordinanza del sindaco - che impediscono il passaggio sul marciapiede sotto la pensilina, anche se di fatto resta il problema dell’occupazione, a maggior ragione alla luce dei pericoli sottolineati dalla Soprintendenza.

«Nel corso della mattina - fa sapere inoltre il Comune - gli occupanti non hanno consentito un sopralluogo tecnico programmato in collaborazione con polizia e vigili del fuoco e non è stato quindi possibile accertare le condizioni all’interno dell’edificio sia per quello che riguarda l’agibilità delle porte di sicurezza, sia per la situazione di precarietà di alcune aree dell’immobile».

E mentre l’Istituto Aste Giudiziarie valuta il da farsi alla luce dell’occupazione, gli autonomi stanno portando avanti il loro programma, con l’obiettivo di sensibilizzare la città sulla necessità di recuperare uno dei luoghi storici di Modena, disegnato nel ’54 dagli architetti neorazionalisti Vinicio Vecchi e Mario Pucci e reso celebre dal mosaico di Luciano Giberti, tanto che sono stati diversi i cittadini che in questi giorni si sono affacciati per dare un’occhiata all’interno.

Così, ieri sera il Guernica ha incontrato i cittadini in un’assemblea aperta a cui hanno partecipato circa 70 persone, tra cui il consigliere comunale Mdp Marco Cugusi e la consigliera M5S Elisabetta Scardozzi.

«Siamo qui per ricordare ai cittadini l’importanza di questo luogo - spiega Daniele Benedetto del Guernica - e siamo convinti che, se c’è la volontà politica, riqualificare questo luogo è possibile, sia che lo si voglia dare al nostro collettivo, sia che a gestirlo siano altre associazioni di cittadini».

Ma a prendere la parola ieri è stato anche Pietro Rivasi, uno degli esponenti del comitato “Mobastacemento”.

«In città ci sono troppi spazi vuoti o sfitti - ha spiegato - per questo stiamo portando avanti la battaglia per far rivivere i luoghi. Ci auguriamo che questa esperienza risvegli le coscienze e che questo cinema torni ad essere un luogo di cultura e aggregazione». A fine serata sulle transenne è comparso anche un nuovo messaggio accanto a quelli dell’amministrazione comunale: «Ecco la sicurezza del Comune - hanno scritto ironicamente gli autonomi - la pensilina lotta e resiste insieme a noi».

Luca Gardinale
 

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