Nuova lettera dei cacciatori secessionisti
Serramazzoni. Ancora raffica di critiche alla gestione dell’Atc Mo2 e al suo presidente Lamandini
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SERRAMAZZONI. Nuova lettera al presidente dell'Atc Mo2 Francesco Lamandini da parte dei cacciatori “secessionisti”di Serra che con quelli di Pavullo, Polinago e Prignano vogliono abbandonare il suo ambito territoriale per confluire nel Mo3 dell'alto Appennino. Il gruppo, manifestando la sua insoddisfazione per la gestione attuale, gli rivolge una raffica di domande sulla gestione: «Signor presidente, come mai – scrive - una sola squadra di braccata al cinghiale gestisce tutto il territorio di Serra? Le altre se ne sono andate di loro spontanea volontà? E' un caso che con essa vi siano anche tutti quei personaggi, a lei molto vicini, che tanto si sono “dati da fare” nelle associazioni perché venisse eletto l'attuale capo distretto?». Sul cervo: «Le risulta che i cervi vengano assegnati sempre alle stesse squadre e in particolare a personaggi influenti nel Mo2? Lo sa che ci sono squadre che non ne hanno mai avuto uno, nonostante pagassero sempre la quota? Hanno diritto a rimborso?». E di nuovo sul cinghiale: «Sa che se si foraggiano i cinghiali sul podere di un agricoltore consenziente, la loro concentrazione procura danni che dovranno essere risarciti e lei sarà costretto ad autorizzare “interventi”, scomodando sempre quei bravi e competenti cacciatori affinché provvedano a riportare il territorio alla normalità? Sa che esistono zone di “progetto fagiano” interdette alla caccia da più di 20 anni dove non esistono fagiani e pur si continua a spargervi mais con l'unico risultato di concentrarvi cinghiali? Perché? Forse perché i soliti noti possano “intervenire” per limitare i danni? Non le sembra che così qualcuno finisca per cacciare ben oltre i tre mesi? E chi paga il mangime?». E ancora: «Sa che molti personaggi influenti nel Mo2, compresi i suoi funzionari, sono soliti cacciare nel territorio che gestiscono? Se i controllori sono anche i controllati, non c'è chiaro conflitto d'interesse?». Lamandini nei giorni scorsi si era scusato per chi aveva affisso tabelle con chiodi negli alberi, «ma cosa ce ne facciamo delle scuse se le tabelle rimangono lì?» incalzano i cacciatori, auspicando da lui «risposta sul giornale, affinché tutti siano a conoscenza dei problemi, e non solo i partecipanti a riunioni ad invito. Riunioni solo per “addetti ai lavori” che costano troppo, non servono a nulla e sono tutte tese a normalizzare una situazione che normale non è. Vorremmo sentire la voce delle associazioni su questi temi, non solo venatorie ma anche animaliste e ambientaliste. Ci pare che solo Enalcaccia abbia preso una netta posizione».
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