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Formigine: 177 donne maltrattate Undici anni di denunce svelate

Formigine: 177 donne maltrattate Undici anni di denunce svelate

FORMIGINE. Grande affluenza al castello per “Attente al lupo: difendiamo la nostra libertà”, iniziativa organizzata in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tra i...

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FORMIGINE. Grande affluenza al castello per “Attente al lupo: difendiamo la nostra libertà”, iniziativa organizzata in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Tra i presenti, il vicesindaco di Formigine Antonietta Vastola, l’autrice del libro “Per non dargliela vinta” Giovanna Ferrari, che ha portato la sua testimonianza, il presidente della sezione Anpi Formigine Maurizio Ferraroni, la rappresentate di Udi Modena Elena Ferrari e, a coordinare il dibattito, gli avvocati Giovanna Zanolini e Angela Pigati. «L’idea di organizzare questo evento – ha affermato Maurizio Ferraroni – è nata dopo aver visto i ripetuti attacchi verso donne che esprimono semplicemente la loro opinione, attacchi che arrivano anche da cariche istituzionali. Questo ci porta a pensare che servono più tutele: la violenza influenza donne e bambini e bisogna combattere l’omertà e concentrarsi tutti sulla cultura, comprese le forze dell’ordine». Antonietta Vastola ha ricordato di quando, oltre 20 anni fa, ha dato il suo contributo nella creazione del Centro Ascolto Donne. «C’è sempre più il bisogno – ha sostenuto – di diffondere il messaggio che esistono persone a cui ci si può rivolgere in caso di necessità. Dal 2004 al 2015 ben 177 donne formiginesi si sono rivolte al centro, e queste erano prevalentemente italiane, coniugate e senza un’occupazione. Facciamoci un po’ di più i fatti degli altri, ascoltiamo le donne in difficoltà e facciamoci portavoce di questa battaglia». Momento più atteso della serata, e che ha visto i partecipanti attenti e commossi, la testimonianza di Giovanna Ferrari, che nel suo libro “Per non dargliela vinta” ha ricostruito l’omicidio della figlia Giulia Galiotto, uccisa a colpi di pietra dal marito 8 anni fa. «Mia figlia – ha raccontato – è stata uccisa e poi additata come indegna di esistere. Perché è successo? È una domanda che rimarrà sempre senza risposta. In un momento così tragico ci siamo affidati alla giustizia e qui abbiamo conosciuto la violenza, su di lei ma anche su noi genitori. La violenza è dettata da una matrice di potere e vengono cercate ragioni assurde pur di giustificarla. La società intera appoggia il colpevole: i fatti vengono raccontati sotto l’ottica dell’assassino, ma si dovrebbe capire anche la dinamica della coppia e cosa porti una persona a compiere un gesto del genere. Nessuno si sofferma sull’ottica della vittima, sul suo vissuto. Si usa come scusa un raptus omicida quando in realtà sono rari i casi in cui questo avviene per davvero, generalmente questi femminicidi sono premeditati. La cosa che fa più male è che la vittima viene vista solamente attraverso gli occhi del suo assassino». Al termine dell’incontro Giovanna Zanolini e Angela Pigati hanno ricordato che dal 24 novembre aprirà uno sportello all’interno dell'Ipercoop “I Portali” dedicato alle donne.

Eleonora Alboresi

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