Giovanni Pacchioni: ecco la Modena che amo
di GIOVANNI PACCHIONI
Giovanni Pacchioni, titolare della cioccolateria Nobilita in Corso Canalchiaro e già presidente dell’associazione San Fra del quartiere San Francesco, racconta la sua Modena, tra le bellezze del...
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Giovanni Pacchioni, titolare della cioccolateria Nobilita in Corso Canalchiaro e già presidente dell’associazione San Fra del quartiere San Francesco, racconta la sua Modena, tra le bellezze del centro storico, tra i quali Duomo e Salumeria Giusti e i ricordi del passato, come il Liceo Tassoni e l’ippodromo.
1) Il nostro Duomo. Uno degli esempi di Romanico più bello al mondo ma soprattutto una vera casa di preghiera, perché costruita con fede da uomini di fede. Un attimo di eterno anche per chi non crede.
2) Il cinema Principe. Dove mi recavo al sabato pomeriggio con mio papà a vedere i film di Bud Spencer, ricordo la sala che mi pareva immensa, il rumore del proiettore e quello schermo in cui mi immergevo completamente. Due ore in cui perdevo la cognizione del tempo e dello spazio.
3) La Chiesa di San Bartolomeo. Edificata nel 1600 per i Gesuiti che ancora ricordo nei confessionali a qualsiasi ora, grandi predicatori, molto pazienti e studiosi instancabili.
4) Il Direzionale 70. Segno tangibile della modernità che avanzava anche a Modena ma soprattutto sede della mitica sala giochi Red Devil dove ho trascorso interi pomeriggi da bambino.
5) La Salumeria Giusti di Via Farini. La più antica d’Europa. Un museo in cui non si paga il biglietto e dove ti porti a casa un pezzo di cucina autentica modenese, quella custodita e tramandata di padre in figlio dalla famiglia Morandi.
6) Il Giardino Ducale. Un luogo che intere generazioni di modenesi ricordano con Ras e Lea (i 2 leoni) e che è stato teatro di stupende iniziative estive, il salotto serale dei modenesi.
7) Il Parco della Resistenza. A fianco di Strada Morane, un monito per non dimenticare e un angolo di campagna modenese in cui passeggiare ammirando la Ghirlandina... un vero relax.
8) La stazione di Piazza Manzoni. Conosciuta dai modenesi come “Stazione Piccola” per distinguerla da quella di RFI. Un ricordo di quando il treno si utilizzava davvero per andare nella bassa a Mirandola, a Sassuolo e a Vignola. Ormai solo un monumento.
9) L’ippodromo. Dove mi recavo durante la settimana a vedere i cavalli impegnati negli allenamenti e tornavo alla sera per le corse. Le urla, gli incitamenti, la tensione che saliva e poi si scioglieva in un attimo lasciando gioia e delusione negli scommettitori di altri tempi.
10) Il liceo Tassoni. Davanti al quale provo un misto di liberazione e nostalgia pensando ai tanti patemi vissuti ma anche ad una spensieratezza di chi ha la vita davanti e il sole in fronte.
1) Il nostro Duomo. Uno degli esempi di Romanico più bello al mondo ma soprattutto una vera casa di preghiera, perché costruita con fede da uomini di fede. Un attimo di eterno anche per chi non crede.
2) Il cinema Principe. Dove mi recavo al sabato pomeriggio con mio papà a vedere i film di Bud Spencer, ricordo la sala che mi pareva immensa, il rumore del proiettore e quello schermo in cui mi immergevo completamente. Due ore in cui perdevo la cognizione del tempo e dello spazio.
3) La Chiesa di San Bartolomeo. Edificata nel 1600 per i Gesuiti che ancora ricordo nei confessionali a qualsiasi ora, grandi predicatori, molto pazienti e studiosi instancabili.
4) Il Direzionale 70. Segno tangibile della modernità che avanzava anche a Modena ma soprattutto sede della mitica sala giochi Red Devil dove ho trascorso interi pomeriggi da bambino.
5) La Salumeria Giusti di Via Farini. La più antica d’Europa. Un museo in cui non si paga il biglietto e dove ti porti a casa un pezzo di cucina autentica modenese, quella custodita e tramandata di padre in figlio dalla famiglia Morandi.
6) Il Giardino Ducale. Un luogo che intere generazioni di modenesi ricordano con Ras e Lea (i 2 leoni) e che è stato teatro di stupende iniziative estive, il salotto serale dei modenesi.
7) Il Parco della Resistenza. A fianco di Strada Morane, un monito per non dimenticare e un angolo di campagna modenese in cui passeggiare ammirando la Ghirlandina... un vero relax.
8) La stazione di Piazza Manzoni. Conosciuta dai modenesi come “Stazione Piccola” per distinguerla da quella di RFI. Un ricordo di quando il treno si utilizzava davvero per andare nella bassa a Mirandola, a Sassuolo e a Vignola. Ormai solo un monumento.
9) L’ippodromo. Dove mi recavo durante la settimana a vedere i cavalli impegnati negli allenamenti e tornavo alla sera per le corse. Le urla, gli incitamenti, la tensione che saliva e poi si scioglieva in un attimo lasciando gioia e delusione negli scommettitori di altri tempi.
10) Il liceo Tassoni. Davanti al quale provo un misto di liberazione e nostalgia pensando ai tanti patemi vissuti ma anche ad una spensieratezza di chi ha la vita davanti e il sole in fronte.
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