Il papà commosso: «È un sogno»
Dopo il coma e otto mesi di ricovero: «Tutti dovrebbero avere questa possibilità»
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«A una settimana dalla nascita le prime bolle e il medico che ci dice che per questa malattia non c’è nessuna cura». Sorridono gli occhi del papà di Hassan quando racconta della malattia del figlio, salvato dalla ricerca modenese dopo il coma e otto mesi di ricovero: «Le ferite sul suo corpo sono andate via via aumentando, la sua pelle non esisteva più e ovunque aveva queste lesioni e bruciature. Solo il volto, le mani e i piedi erano rimaste intatte. Soffriva, grande dolore e soprattutto Hassan non riusciva a darsi una spiegazione. Ci chiedeva sempre: “perchè proprio a me?”, “perchè non posso correre e giocare come tutti i bambini?”».
Scorrono anche le foto della malattia di Hassan, che lo aveva ridotto in coma farmacologico. E scorrono le immagini di oggi, dove Hassan gioca come tutti i suoi coetanei. Ma un calcio ad un pallone, per un “bambino farfalla”, è cosa impensabile: «Ora siamo molto felice, per noi è praticamente un sogno, la malattia è molto difficile per i bambini e per tutte le famiglie. Per questo - chiude il papà di Hassan - sarebbe bello che tutti ne possano beneficiare».
Scorrono anche le foto della malattia di Hassan, che lo aveva ridotto in coma farmacologico. E scorrono le immagini di oggi, dove Hassan gioca come tutti i suoi coetanei. Ma un calcio ad un pallone, per un “bambino farfalla”, è cosa impensabile: «Ora siamo molto felice, per noi è praticamente un sogno, la malattia è molto difficile per i bambini e per tutte le famiglie. Per questo - chiude il papà di Hassan - sarebbe bello che tutti ne possano beneficiare».
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