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In 300 per dire addio a Giuliana Ruggeri

In 300 per dire addio a Giuliana Ruggeri

Pavullo. Chiesa gremita a Sant’Antonio per i funerali della 75enne travolta da un furgone domenica

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PAVULLO . Folla straordinaria ieri pomeriggio a Sant’Antonio per l’ultimo saluto a Giuliana Ruggeri, la 75enne travolta da un furgone domenica sulla Giardini mentre attraversava la strada per andare a trovare un’amica malata. Più di 300 persone che la conoscevano e l’amavano non hanno voluto mancare alla cerimonia (per l’amministrazione il presidente del Consiglio comunale Gian Paolo Cintori e l’assessore Eros Camatti), stipando la chiesa e affollando il piazzale. Tanti i momenti di commozione nel ricordo di una figura profondamente legata alla comunità. A partire dalla parrocchia, che seguiva in mille iniziative, con un’attenzione speciale poi per i fiori che non dovevano mai mancare in chiesa. Molto toccato dal lutto il parroco don Emilio Bernardoni: «Giuliana non immaginava che la sua ora sarebbe venuta domenica sera – ha sottolineato – è stata una scomparsa improvvisa. Ma la vita può esserci tolta in qualsiasi momento, perché noi non ne siamo i padroni, ma solo gli amministratori. Tutti custodiamo cari ricordi legati alla sua persona: il sorriso, la semplicità, la disponibilità al servizio per gli altri. Questo eri tu, Giuliana. Io personalmente ti ringrazio per il bene che mi hai voluto, per la tua bontà e grandezza di cuore. Che le tue opere buone possano essere portate avanti nella comunità: lo chiederò tutti i giorni al Signore». Strazianti i pensieri degli adorati nipoti. E poi, in lacrime, la figlia Antonella Badiali: «Hai affrontato tante battaglie: prima la malattia, poi la morte del babbo tre anni fa, a cui non ti sei mai rassegnata – ha ricordato – ma ti sei sempre rimessa in piedi. La tua scomparsa così all’improvviso ci lascia senza parole. Avevi sempre una parola, un pensiero, un gesto per tutti, dai bambini agli anziani. Non andavi mai a mani vuote da nessuno. Le persone che sono accorse qui oggi dimostrano quanto valeva la nostra mamma». Toccante anche il ricordo del Circolo Bonvicini di Pavullo (una quarantina i soci presenti), che Giuliana frequentava portando allegria e sempre qualcosa: «Una settimana fa aveva fatto il gnocco fritto per tutti – ha ricordato la vice presidente Giuseppina Galizzi – e quante volte i fiori... Era la nostra mascotte, anche se non ha mai imparato a ballare». «Era più quello che lei dava a noi, che ciò che riceveva – ha detto il presidente Raffaele Dalmazzini – non la dimenticheremo mai». (dm)

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