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Nasce il piccolo Mose contro l’alluvione Bocciato l’arginello

Nasce il piccolo Mose contro l’alluvione Bocciato l’arginello

Bomporto. Illustrati i sistemi che proteggeranno il centro La Regione deve valutare il progetto: cantiere nel 2018

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BOMPORTO. No all’arginello, sì a un sistema dinamico che si attivi in un arco di tempo non superiore a due ore per garantire la protezione del centro quando l’acqua arriva da Modena.

Questo il progetto presentato dal sindaco Alberto Borghi ai cittadini di Bomporto in risposta alla richiesta, sostenuta da una petizione presentata lo scorso anno al governatore della Regione Stefano Bonaccini, della creazione di un “arginello” per proteggere il centro del paese nel caso di una nuova alluvione.

Il progetto dell’arginello presentato da un gruppo di cittadini guidati dal geometra Giulio Pignattari è stato bocciato perché come risultato dalle simulazioni, può provocare più danni nel caso in cui la rottura dell’argine avvenga fra l’arginello e il fiume. L’arginello, infatti, bloccherebbe sia l’acqua in entrata, sia quella in uscita, causando un danno maggiore. Il sistema dinamico ideato dal Comune e illustrato al Teatro Verdi martedì sera, invece, blocca solo l’acqua che entra, senza impedire all’acqua all’interno di defluire.

«La localizzazione di questi sistemi dinamici è ancora un tema aperto - illustra il sindaco Borghi - L’arginello sarebbe stato pensato in via Chiaviche. I sistemi ipotizzati dal Comune potrebbero essere localizzati tra via per Modena e all’incrocio tra via Chiaviche e il centro di Bomporto. È importante, inoltre, non creare zone di ristagno durante le operazioni di entrata in funzione dei sistemi dinamici che possono essere di due tipi: o dispositivi gonfiabili o idraulici che si aprono e chiudono automaticamente con l’avanzare delle acque ». Il progetto verrà presentato alla Regione entro il 2017, mentre entro il 2018 dovrà essere completata l’opera, che i cittadini chiedevano da ormai cinquant’anni. Il Comune chiederà il finanziamento alla Regione per 260mila euro, nell’ambito della legge 10 sulla Protezione civile. Non si tratta di un’opera idraulica, infatti, finanziabile con i fondi arrivati dopo l’alluvione, bensì di un’opera di protezione civile.

«Se la Regione non dovesse finanziare l’opera, il Comune è disposto a trovare le risorse per realizzarla» conclude il primo cittadino.

Serena Arbizzi

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