Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Simone "Brahmino" Bramante: arriva da Finale il re di Instagram e della pubblicità:

di Giovanni Balugani
Simone "Brahmino" Bramante: arriva da Finale il re di Instagram e della pubblicità:

Lo seguono in 800mila per vedere le sue foto Un talento che ha conquistato i grandi marchi

5 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16097230:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-arriva-da-finale-il-re-di-instagram/86643/87222]]

FINALE EMILIA- Scorrendo le sue fotografie su Instagram si ha la sensazione di viaggiare. Trasportati in giro per il mondo. E di essere lì con Simone Bramante, che un giorno è in Groenlandia, poi te lo ritrovi in Portogallo. Anche se tutto è partito da Finale, dove è cresciuto.

Poi, terminate le superiori, come tanti ragazzi ha lasciato la provincia, andando a Bologna per studiare Lettere ed è lì che ha scoperto che cosa avrebbe voluto far da grande. Sfruttando il suo talento per le fotografie e la sua capacità di raccontare storie: «Dopo due anni di università ho capito che c’erano altre cose che mi interessavano, come l’animazione sul web e in quel campo ho iniziato a lavorare».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.16097240:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2017/11/09/fotogalleria/album-delle-foto-brahmino-bramante-il-finalese-re-di-instagram-1.16097240]]

Siamo in quegli anni, i primi Duemila, in cui il web non è ancora sinonimo di social network e Instagram non è forse nemmeno un’idea nella mente di Kevin Systrom e Mike Krieger. Ma proprio tramite quest’ultima piattaforma, qualche anno dopo, Simone ha potuto far conoscere le sue fotografie al mondo; oggi conta 800mila follower.

«La mia passione è nata comprando una macchina fotografica nel ’98 facendo scatti a pellicola. Ma ho ripreso davvero a fare fotografie quando è nato mio figlio, nel 2009. Lì ho cominciato prima usando Flickr, poi Instagram: la gente ha iniziato a seguirmi e dopo un paio d’anni, nel 2013, è diventato anche un lavoro, tramite aziende statunitensi. L’Italia non era ancora pronta».

Perché Simone Bramante non è solo un fotografo, ma anche un direttore creativo che lavora con i più grandi marchi mondiali: «Ormai sono 17 anni che lavoro nel mondo della pubblicità. Faccio produzione di contenuti per le aziende, che siano video o serie fotografiche». E ha lavorato per grandi nomi italiani, come Ducati o Barilla, ed internazionali, Club Med, Philips, Dior o Nbc: «A me piace molto confrontarmi con le persone e non svolgere mere commissioni. Dialogare e relazionarmi per riuscire a capire quali contenuti si possono creare insieme».

Il tutto seguendo il suo stile: «Definire la mia fotografia? Direi surrealista, è come un sogno. Amo che ai miei scatti si leghino le emozioni». Verrebbe da chiedersi come delle aziende, mosse ovviamente da fini commerciali, possano coniugarsi con le idee di Simone: «È molto semplice. Io lavoro solo così. Mi è capitato anche di rifiutare lavori che prevedevano connotazioni differenti. Ovviamente cerco di applicare i bisogni di marketing al mio stile, ma io sono conosciuto per quel tipo di fotografie. L’importante è che io possa raccontare l’esperienza del prodotto».

Da quando Simone ha iniziato a lavorare in pubblicità il mondo ha letteralmente voltato pagina: «Gli investimenti si sono dirottati per la stragrande maggioranza sul digitale e sui social. I contenuti sono cambiati, ora sono frammentati e quelli più importanti sono i video. E nel futuro credo che ci porteremo sempre più questi contenuti addosso, tramite i nostri device».

Italia o estero? «Ho avuto soddisfazioni anche in Italia, come con Ducati o Barilla. E negli Stati Uniti ad esempio ci sono aziende con cui ho lavorato benissimo ed altre che sono chiuse e con cui non ho potuto instaurare quel dialogo di cui facevo cenno prima».

Affermazione professionale e contratti con grandi aziende. Enormi risultati per un ragazzo partito da Finale: «Andarmene dalla Bassa da giovane è stato come imboccare un senso unico: non avevo altra scelta, perchè volevo vedere il mondo. E perchè quel mondo, quello che mi stavo lasciando alle spalle, non era adatto a me. Io a Finale non ero figlio di papà, non ero immerso nel territorio perché mio padre faceva l’insegnante a Maranello. A Finale ho ancora amici, che sono ragazzi fantastici, ma è il sistema della provincia italiana che è pessimo. In tanti mi dicono “Bravo, sei stato coraggioso ad andartene”. Ma non è stata una scelta dettata dal coraggio, bensì dal contesto. Non c’erano opportunità per me lì: io sapevo già che se fossi entrato in quel campo di gioco avrei perso. Ne ho dovuto trovare un altro. E così me ne sono andato a Bologna. Sono rimasto in Italia perché sono legato al nostro Paese, ma viaggiando ho capito che esistono realtà, come quella anglosassone o del sud-est asiatico, che sono molto più aperte e fresche. Lì le opportunità sono infinite».

Così è iniziato il viaggio di Simone, che accompagna in giro per il mondo ottocentomila persone. Più di quelle che vivono nella provincia da cui è partito.
 

LA SCHEDA - HA LAVORATO ANCHE CON MASERATI

LA FOTO PIU' CLICCATA? QUELLA CON IL FIGLIO

Simone Bramante su Instagram conta 800mila follower, numero che rende il fotografo 39enne finalese il più seguito in Italia. Ma la sua professione non è solo quella di fotografo, ma anche di direttore creativo. Ha lavorato con i più grandi marchi dei motori, della tecnologia, della moda e di tanti altri settori: Ducati, Barilla, Dior, Carrera, Cartier, Moncler, Absolut Vodka, Lavazza, Volvo, Maserati, Ford, Jaguar, Nbc, Asus, Huawei, Philips, Club Med, Marriot Hotels e Turkish Airlines, solo per citare i più famosi.
Sul suo sito (www.brahmino.com) ha pubblicato anche le storie dei suoi viaggi, dei veri e propri fotoracconti che accompagnano il lettore attraverso terre più o meno lontane, che Simone racconta con i suoi scatti, capaci di pescare colori e attimi coinvolgenti. Mentre su Instagram (accounta brahmino) gli apprezzamenti sono migliaia. La foto più “piaciuta”? Quella scattata a Medicina, dove c’è il radioscopio più grande del mondo, assieme al figlio: 1,5 milioni di like. <QM>(gib)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google