SEI COMUNI SULLA GRATICOLA
«Unione del Sorbara? Solo parole»
Affondo Cgil: «Manca un progetto per la condivisione dei servizi»
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Sono ormai passati oltre due mesi dall’ultimo incontro che i Sindaci dei comuni del comprensorio del Sorbara (Bomporto, Bastiglia, Nonantola, Ravarino, Castelfranco e San Cesario) hanno avuto con i rappresentanti dei lavoratori per illustrare il percorso che avrebbe dovuto portare al trasferimento di alcuni nuovi servizi nell’Unione dei Comuni del Sorbara. Ma poi il percorso pare essersi impantanato.
“A fronte delle varie assicurazioni sulla celerità del percorso unionale - spiega Vincenzo Santoro della Fp/Cgil -, a tutt’oggi non è però dato sapere come saranno organizzati i nuovi servizi come il Ced, i Servizi Sociali e la Protezione civile, servizi che rivestono un’importanza strategica per l'intera macchina organizzativa e i cittadini».
«A oggi - continua Santoro - si deve purtroppo prendere atto che gli amministratori locali non sono andati oltre le parole, dimostrando una scarsa progettualità per definire il progetto dell’Unione nel rispetto di quanto previsto dalle direttive regionali».
«È particolarmente difficile dimostrare ottimismo - annota la Cigl - ma peggio ancora trasferirlo sia ai lavoratori che ai cittadini, anche per quel che concerne gli altri servizi come quello della Polizia municipale che dovrebbe costituire il completamento del percorso unionale, che prevede almeno 5 servizi in comune. Infatti, per quanto riguarda il servizio della municipale, che riveste un’importanza particolare per la tutela della sicurezza del territorio, preoccupa non conoscere quali idee organizzative siano in campo, visto l’incomprensibile ritardo per l'organizzazione dei servizi che dovevano già essere definiti».
«Per questi motivi - conclude Santoro - non esistono elementi utili a confidare nella rapida, ma soprattutto positiva risoluzione per la definizione di un’Unione dei Comuni che possa rispondere concretamente ad una omogeneizzazione e ad un risparmio nell’esclusivo interesse delle intere comunità».
“A fronte delle varie assicurazioni sulla celerità del percorso unionale - spiega Vincenzo Santoro della Fp/Cgil -, a tutt’oggi non è però dato sapere come saranno organizzati i nuovi servizi come il Ced, i Servizi Sociali e la Protezione civile, servizi che rivestono un’importanza strategica per l'intera macchina organizzativa e i cittadini».
«A oggi - continua Santoro - si deve purtroppo prendere atto che gli amministratori locali non sono andati oltre le parole, dimostrando una scarsa progettualità per definire il progetto dell’Unione nel rispetto di quanto previsto dalle direttive regionali».
«È particolarmente difficile dimostrare ottimismo - annota la Cigl - ma peggio ancora trasferirlo sia ai lavoratori che ai cittadini, anche per quel che concerne gli altri servizi come quello della Polizia municipale che dovrebbe costituire il completamento del percorso unionale, che prevede almeno 5 servizi in comune. Infatti, per quanto riguarda il servizio della municipale, che riveste un’importanza particolare per la tutela della sicurezza del territorio, preoccupa non conoscere quali idee organizzative siano in campo, visto l’incomprensibile ritardo per l'organizzazione dei servizi che dovevano già essere definiti».
«Per questi motivi - conclude Santoro - non esistono elementi utili a confidare nella rapida, ma soprattutto positiva risoluzione per la definizione di un’Unione dei Comuni che possa rispondere concretamente ad una omogeneizzazione e ad un risparmio nell’esclusivo interesse delle intere comunità».
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