Modena. direzionale Manfredini destinato all’abbandono
Le idee di questi anni, dai negozi alla piscina, sono sempre rimaste sulla carta L’assessore Vandelli ammette: «Nessuna proposta dai privati, difficile demolire»
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MODENA. Negli anni passati è stato un po’ di tutto: sede degli uffici comunali, sede del Tribunale, galleria commerciale con palestra e piscina. Il problema è che tutto questo è rimasto sulla carta, perché in realtà quell’edificio è sempre stato… Alcatraz, come chiamano tanti modenesi il “Direzionale Manfredini”.
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L’enorme contenitore di via Corassori è stato il principale argomento di dibattito nella seduta del Consiglio comunale di ieri, dove Federica Venturelli (Pd) ha interrogato l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli sul futuro della struttura costruita alla fine degli anni ’80 come sede del Banco San Geminiano e San Prospero e attualmente di proprietà di un fondo veneto. Ma proprio la mole del complesso, di oltre 20mila metri quadrati, rende difficile un suo riutilizzo per un fine differente rispetto a quello per cui è nato, come ha spiegato ieri l’assessore: «A meno che la proprietà non decida di demolire, la soluzione va cercata nelle sue caratteristiche originarie - ha detto la Vandelli - con interventi per un possibile mix di destinazioni tra loro interconnesse, dal direzionale alla ricettività, dal commerciale alla salute. Attualmente non ci sono pervenute nuove proposte, che spettano comunque al privato».
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La titolare dell’Urbanistica ha quindi fatto notare che «il processo di rifunzionalizzazione del direzionale è complesso: dipende in primo luogo dai privati proprietari e non può avere nella sola municipalità un referente operativo. Come Comune - ha proseguito - possiamo e dobbiamo accompagnare questi processi fornendo regole e tempi certi per la disamina di progetti». L’assessore ha anche fatto notare che l’edificio «potrebbe certamente essere riconvertito a funzione residenziale, ma siamo in presenza di un oggetto rigido, monolitico, e una riconversione ad altre funzioni si potrebbe realizzare solo attraverso una sostituzione edilizia, con costi significativi». Sul tema è intervenuta Elisabetta Scardozzi (M5S) che ha chiesto, «vista la posizione comoda con ogni mezzo di trasporto e considerati gli elementi caratteristici funzionali ad altri servizi, se l’amministrazione abbia mai pensato di spostare in questa sede il Tribunale». Ipotesi bocciata dal capogruppo Pd ed ex assessore al Patrimonio Fabio Poggi: «Spostare in quella sede il Tribunale vorrebbe dire svuotare un pezzo importante del centro di una funzione fondamentale. Un complesso di quelle dimensioni si riempie se ci entra un soggetto con un peso specifico, perché pensare di rivitalizzare la struttura un pezzo alla volta sarebbe complesso».
Luca Gardinale
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