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Enalcaccia “spara” contro Lamandini

Enalcaccia “spara” contro Lamandini

«Il presidente dell’Atc Mo2 va alle riunioni con una sola associazione e c’è sempre più malcontento»

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Enalcaccia ancora contro il presidente dell'Atc Mo2 Francesco Lamandini, già bersagliato dai cacciatori secessionisti di Serra, Pavullo, Prignano e Polinago che vogliono l'uscita dei loro territori dal suo ambito per confluire nel Mo3 dell'alto Appennino. Il nuovo spunto è questo: nelle serate del 16 e 17 ottobre, a seguito delle accuse di mala gestione, Lamandini ha indetto a Pavullo e Serra due riunioni riservate a cacciatori e agricoltori del posto. «Se da cacciatori potremmo soprassedere sul divieto di presenziare per chiunque non fosse espressamente invitato - scrive la sezione provinciale Enalcaccia in una nota - in qualità di dirigenti responsabili di un'associazione venatoria non possiamo farlo, e lo denunciamo per rispetto dei diritti di tutti coloro che, seppur non residenti, frequentano assiduamente cacciando o lavorando i terreni di quei comuni». Lamandini è già stato rimproverato di parzialità, e di essersi impegnato per promuovere la nomina di capi distretto e responsabili di settori a favore di una sola associazione venatoria, la Federcaccia. E la situazione che si è creata nelle riunioni non è affatto piaciuta all'altra grande associazione venatoria, che continua: «Lamandini si è presentato accompagnato dal presidente provinciale Federcaccia e da vari componenti dello staff direttivo proprio di quell'associazione che lo si accusa di favorire, facendoli intervenire come relatori. Dove stanno le pari opportunità d’espressione tanto care alla nostra società civile? Dov'è la concertazione per risolvere le controversie? A conferma delle nostre convinzioni – continuano da Enalcaccia - il Consiglio direttivo del Mo2 riunitosi nella serata del 30 ottobre non ha raggiunto il numero legale di partecipanti, quindi la seduta è stata dichiarata nulla da un imbronciato presidente». Di qui il nuovo affondo di Enalcaccia: «E’ evidente che il dissenso e la delusione create da questa direzione Atc che vede alla presidenza un ex-amministratore pubblico sostenuto da un’unica associazione venatoria, non possono essere sopportate ancora a lungo dai cacciatori, dalle associazioni venatorie emarginate e dagli agricoltori attivi localmente. A questo punto, bisogna chiedersi se sia il caso di insistere su una via dimostratasi fallace oppure, per il bene di tutti, sia meglio procedere alla sostituzione al più presto del responsabile della situazione». Secondo Enalcaccia, c'è il rischio che in questo quadro polemico molti abbandonino l'attività, a danno anche del presidio dei territori coltivati: «Siamo veramente molto prossimi al punto di non ritorno – sottolinea l'associazione - facciamo perciò tutto il possibile perché il Mo2 si avvalga di una gestione corretta che veda tutti sullo stesso piano».

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