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Fallimento Fratelli Baraldi ma la nuova società prosegue
SAN PROSPERO. Il futuro delle 60 famiglie di dipendenti dalla fallita Baraldi Costruzioni, quello della eccezionale dote di mezzi meccanici che ne avevano fatto una delle prime dieci ditte in Europa...
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SAN PROSPERO. Il futuro delle 60 famiglie di dipendenti dalla fallita Baraldi Costruzioni, quello della eccezionale dote di mezzi meccanici che ne avevano fatto una delle prime dieci ditte in Europa per demolizioni speciali, e quello degli artigiani che continuano a rappresentare un importante indotto, tutti travasati nella Global costruzioni, è ora nelle mani del curatore fallimentare.
Il curatore, dottor Pivetti, che ha già collaborato con il giudice sia come commissario nel corso del primo concordato in continuità poi bocciato che come collaboratore nel secondo tentativo di concordato, quello che si è tradotto nell’affitto alla Global Costruzioni, potrebbe infatti rivalutare ed eventualmente chiedere di revocare l’affitto dell’azienda, anche per le complicazioni burocratiche e di costi aggiuntivi che ne deriverebbero. Circostanza che allo stato attuale - per rassicurare i tanti interessatii - resta perciò solo una mera ipotesi: «Abbiamo una trentina di cantieri importanti avviati, alcuni vitali per la collettività, come al policlinico di Milano - spiega Mario Grossi, contitolare della Global - da ultimo abbiamo anche aumentato il nostro impegno a versare alla procedura una somma rilevante, che va a beneficio dei creditori. In più, ci sono famiglie che in questo nostro impegno nutrono ogni speranza di futuro. Noi confidiamo di fare il meglio, e nella presenza delle istituzioni».
Il curatore, dottor Pivetti, che ha già collaborato con il giudice sia come commissario nel corso del primo concordato in continuità poi bocciato che come collaboratore nel secondo tentativo di concordato, quello che si è tradotto nell’affitto alla Global Costruzioni, potrebbe infatti rivalutare ed eventualmente chiedere di revocare l’affitto dell’azienda, anche per le complicazioni burocratiche e di costi aggiuntivi che ne deriverebbero. Circostanza che allo stato attuale - per rassicurare i tanti interessatii - resta perciò solo una mera ipotesi: «Abbiamo una trentina di cantieri importanti avviati, alcuni vitali per la collettività, come al policlinico di Milano - spiega Mario Grossi, contitolare della Global - da ultimo abbiamo anche aumentato il nostro impegno a versare alla procedura una somma rilevante, che va a beneficio dei creditori. In più, ci sono famiglie che in questo nostro impegno nutrono ogni speranza di futuro. Noi confidiamo di fare il meglio, e nella presenza delle istituzioni».
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