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dal circolo di via biondo messaggio alle istituzioni 

«La violenza a Modena non è a Terra dei Padri»

«La violenza a Modena non è a Terra dei Padri»

«Modena, sveglia: ci sono gruppi violenti che rappresentano il vero fascismo intollerante». Luciano Lago, vicepresidente del circolo di destra La Terra dei Padri, lancia un appello contro chi ha...

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«Modena, sveglia: ci sono gruppi violenti che rappresentano il vero fascismo intollerante».

Luciano Lago, vicepresidente del circolo di destra La Terra dei Padri, lancia un appello contro chi ha deturpato il monumento dei Caduti. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha già annunciato querela per il fatto del 4 novembre, ma per Lago non basta.

«Il sindaco dovrebbe smontare il clima di intimidazione sistematica attuato contro coloro che dibattono idee di patrimonio attuale e che niente hanno a che fare con le ideologie», aggiunge il vicepresidente del circolo. Un circolo colpito prima da scritte e poi da un incendio doloso lo scorso 25 maggio. Senza dimenticare la denuncia per il danneggiamento di un’auto durante l’inaugurazione della sede di via Nicolò Biondo, osteggiata dall’Anpi e da tante forze politiche, tra cui il Pd.

«In molte sedute del consiglio comunale si studiano possibili accuse contro di noi - accusa Lago - mentre si trascura l’impunità totale di gruppi che possono occupare sedi pubbliche e private e che ci hanno attaccato la sede a maggio».

«Veniamo visti come un mostro»¸ aggiunge Andrea Borelli, anch’egli vicepresidente dell’associazione guidata da Fabio De Maio.

Il circolo cita in particolare un episodio accaduto il 4 novembre, durante il concerto del cantante Povia.

«Abbiamo ricevuto una pressione della Questura - commenta ancora Lago - che ci ha proibito di organizzare un evento pubblico, minacciando la chiusura per l’assenza di una licenza. Noi possiamo organizzare due eventi pubblici all’anno. Durante la sera abbiamo avuto anche controlli della Guardia di Finanza, della polizia amministrativa e della Siae. Sono forti pressioni che partivano da ambienti alti. Di conseguenza, abbiamo trasformato l’evento da pubblico a riservato ai soci. Abbiamo dovuto certo scontentare qualcuno. Sfidiamo però che siano fatti tutti questi controlli ai circoli Arci». La conclusione è di Per Luca Tadolini (del Centro Studi Italia) «in Italia esiste una riserva di violenza contro chi è etichettato come fascista».

«L’antifascismo è uno schermo comodo delle forze di sinistra», conclude Lago, che teme una escalation di violenza. (g.f.)

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