dopo la violenta aggressione
Vigilanza anche di notte al Pronto Soccorso
Rischia tanto il 25enne nigeriano, in Italia come richiedente asilo, che l’altra notte ha aggredito fisicamente 7 lavoratori del Pronto soccorso di Sassuolo, ferendone alcuni anche in modo serio....
2 MINUTI DI LETTURA
Rischia tanto il 25enne nigeriano, in Italia come richiedente asilo, che l’altra notte ha aggredito fisicamente 7 lavoratori del Pronto soccorso di Sassuolo, ferendone alcuni anche in modo serio. Dovrà affrontare un processo con le accuse di lesioni, probabilmente aggravate (tutto dipenderà dal decorso clinico dei 7 feriti), oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Intanto la direzione dell’ospedale ha incontrato ieri mattina tutti gli operatori protagonisti, loro malgrado, della selvaggia aggressione da parte dell'africano.
«È stato in primo luogo un momento di incontro per esprimere vicinanza a chi, ogni giorno, è in prima linea per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. Quanto avvenuto è molto grave - scrivono in una nota dall’ospedale - e fatti come questo segnano negativamente il clima di lavoro e per questo è necessario intervenire con tempestività allo scopo di garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. In tal senso è stato deciso di rafforzare il servizio di vigilanza notturna garantendo la presenza di un’unità in più dedicata esclusivamente al Pronto soccorso. Inoltre nei prossimi giorni si è concordato, insieme al sindaco, di istituire un tavolo di lavoro a cui parteciperanno l’amministrazione comunale, i rappresentanti delle forze dell’ordine e l’ospedale di Sassuolo per trattare nello specifico l’argomento della sicurezza all’interno del Pronto soccorso. Agli operatori va il ringraziamento dell’ospedale per aver saputo affrontare con grande professionalità una situazione difficile e critica». Intanto continuano le indagini. L’uomo era stato accompagnato al noscomio sassolese dai carabinieri, in quanto lamentava un malessere diffuso, in particolare alla testa e ad una gamba, ma al momento dell’arrivo tutto sembrava sotto controllo e nessuno si sarebbe potuto aspettare la violenta reazione di qualche ora dopo. Non è invece chiaro cosa abbia scatenato la furia del 25enne: se la lunga attesa, la richiesta dei sanitari di misurare la febbre o il fatto che non trovasse più il proprio cellulare. (a.g.)
«È stato in primo luogo un momento di incontro per esprimere vicinanza a chi, ogni giorno, è in prima linea per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. Quanto avvenuto è molto grave - scrivono in una nota dall’ospedale - e fatti come questo segnano negativamente il clima di lavoro e per questo è necessario intervenire con tempestività allo scopo di garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. In tal senso è stato deciso di rafforzare il servizio di vigilanza notturna garantendo la presenza di un’unità in più dedicata esclusivamente al Pronto soccorso. Inoltre nei prossimi giorni si è concordato, insieme al sindaco, di istituire un tavolo di lavoro a cui parteciperanno l’amministrazione comunale, i rappresentanti delle forze dell’ordine e l’ospedale di Sassuolo per trattare nello specifico l’argomento della sicurezza all’interno del Pronto soccorso. Agli operatori va il ringraziamento dell’ospedale per aver saputo affrontare con grande professionalità una situazione difficile e critica». Intanto continuano le indagini. L’uomo era stato accompagnato al noscomio sassolese dai carabinieri, in quanto lamentava un malessere diffuso, in particolare alla testa e ad una gamba, ma al momento dell’arrivo tutto sembrava sotto controllo e nessuno si sarebbe potuto aspettare la violenta reazione di qualche ora dopo. Non è invece chiaro cosa abbia scatenato la furia del 25enne: se la lunga attesa, la richiesta dei sanitari di misurare la febbre o il fatto che non trovasse più il proprio cellulare. (a.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
