I vigili “sfiduciati” In sei minacciano di cambiare mestiere
Finale. Un consigliere comunale li mette sulla graticola Parte il procedimento disciplinare e loro chiedono la mobilità
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FINALE. Una richiesta di parere per mobilità interna: è la domanda protocollata dai sei agenti della polizia municipale (su sette operativi) e recapitata anche all’amministrazione comunale. Il clamoroso gesto, che in sostanza sta ad indicare una mossa esplorativa per capire se vi siano le condizioni per cambiare mansione all’interno del Comune, arriva come reazione ad un gesto di sfiducia incassato prioritariamente da un consigliere comunale e fa seguito all’avvio di un procedimento disciplinare attivato dal comandante Fabio Ferioli nei confronti di due agenti.
Per capire l’innesco di una situazione già da tempo complicata, con la municipale in cronico sotto organico e dove i rapporti interni non sono certamente idilliaci - più volte ci sono state lamentele per la gestione del comandante in particolare sui turni - bisogna andare alla sera di Halloween.
Il consigliere comunale sta affiancando i volontari nel tour del paese quando nota un gruppetto di ragazzini troppo esuberanti. Parte così la chiamata alla municipale che non risponde al telefono. Il consigliere, senza farsi notare, si reca quindi presso il comando e trova un agente in ufficio mentre non vede la collega. Non sa quali siano i motivi di quella insolita permanenza nell’ufficio di via Montegrappa. Viene però subito avvertito il comandante Ferioli che nei giorni successivi, dopo aver compreso le giustificazione dei due agenti, avvia un procedimento disciplinare d’ufficio. Non può esimersi.
Ma il gesto del consigliere comunale viene letto come un messaggio di sfiducia nei confronti dell’intero corpo di polizia municipale, che si compatta e in larga parte sceglie di mandare un messaggio molto chiaro all’amministrazione. Ecco spiegata la richiesta di parere di mobilità, un’azione considerata necessaria per attirare l’attenzione sull’ufficio e le difficoltà che sta attraversando.(fd)
Per capire l’innesco di una situazione già da tempo complicata, con la municipale in cronico sotto organico e dove i rapporti interni non sono certamente idilliaci - più volte ci sono state lamentele per la gestione del comandante in particolare sui turni - bisogna andare alla sera di Halloween.
Il consigliere comunale sta affiancando i volontari nel tour del paese quando nota un gruppetto di ragazzini troppo esuberanti. Parte così la chiamata alla municipale che non risponde al telefono. Il consigliere, senza farsi notare, si reca quindi presso il comando e trova un agente in ufficio mentre non vede la collega. Non sa quali siano i motivi di quella insolita permanenza nell’ufficio di via Montegrappa. Viene però subito avvertito il comandante Ferioli che nei giorni successivi, dopo aver compreso le giustificazione dei due agenti, avvia un procedimento disciplinare d’ufficio. Non può esimersi.
Ma il gesto del consigliere comunale viene letto come un messaggio di sfiducia nei confronti dell’intero corpo di polizia municipale, che si compatta e in larga parte sceglie di mandare un messaggio molto chiaro all’amministrazione. Ecco spiegata la richiesta di parere di mobilità, un’azione considerata necessaria per attirare l’attenzione sull’ufficio e le difficoltà che sta attraversando.(fd)
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