Maletti: «Io e Vaccari possiamo convivere»
Il presidente del consiglio comunale getta la maschera sulla candidatura alle prossime elezioni
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Tempo ce n’è ancora, e soprattutto «prima dei nomi contano i programmi e le alleanze», ma in realtà le Politiche 2018 sono dietro l’angolo (si voterà probabilmente a marzo) e quindi meglio tenersi pronti. «Io e Stefano Vaccari come “ticket” tra i candidati modenesi Pd al Parlamento? Potremmo essere complementari, ecco. L’importante è che da un lato ci siano persone che possono andare a Roma per lavorare per Modena, e dall’altro che ci sia sintonia tra le stesse persone che vanno via». Parola di Francesca Maletti, presidente del Consiglio comunale e riferimento dell’anima cattolica del partito in città e sul territorio.
Ricorrendo a parole e a toni prudenti, la Maletti precisa di non lavorare già ad una corsa alle Politiche, ma la prospettiva sembra stagliarsi. L’idea di un asse Maletti-Vaccari come eventuali ambasciatori di riferimento a Roma al di là di altri candidati modenesi (a vario titolo ci sono Matteo Richetti, Giuditta Pini, uno tra Giulia Pigoni e Paolo Negro) piacerebbe già allo stesso sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che mantiene il riserbo ma sa che il ticket sarebbe vincente.
Anche se magari c’è dell’altro, sorride la Maletti: «Per formare la squadra dei parlamentari che correrà alle politiche 2018 - ha ragionato la presidente parlando alla “Dire” a margine della seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso - c’è tempo. Molti nel partito mi vedrebbero bene come candidata? Beh, qualcuno perché dice che qualche competenza ce l’ho, qualcun altro perché mi vedrebbe meglio là che qua... Bisogna vedere, credo che ci sia ancora tempo e soprattutto che prima dei nomi siano importanti i programmi e le alleanze. La presidenza del Consiglio comunale mi dispiacerebbe lasciarla? Sì - ammette - ma mi è dispiaciuto anche non fare più l’assessore. Uno si abitua a determinati ruoli in una logica di servizio».
Quindi, sulla candidatura in Parlamento «non precludo nulla, ma non ci sto neanche lavorando. Comunque non parlerei di “ticket” con questa legge elettorale, non ci sono le due preferenze. Immagino che il sindaco possa pensare al ticket Maletti-Vaccari in una logica di tenuta, di un’idea di partito e di Pd che includa entrambe le sue due anime, diciamo». Del resto, sarebbe uno schema del tipo «una su Renzi e uno su Orlando, uno ex Ds e una che non è mai stata democristiana ma comunque di una certa area... potremmo essere complementari, ecco». L’importante è che ci siano persone che possono andare a Roma per lavorare per Modena, da un lato, e che ci sia anche una sintonia tra le persone che vanno via. Altrimenti, se ognuno va per conto suo si è meno efficaci, anche in una logica di Camera e Senato».
Luca Gardinale
Ricorrendo a parole e a toni prudenti, la Maletti precisa di non lavorare già ad una corsa alle Politiche, ma la prospettiva sembra stagliarsi. L’idea di un asse Maletti-Vaccari come eventuali ambasciatori di riferimento a Roma al di là di altri candidati modenesi (a vario titolo ci sono Matteo Richetti, Giuditta Pini, uno tra Giulia Pigoni e Paolo Negro) piacerebbe già allo stesso sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che mantiene il riserbo ma sa che il ticket sarebbe vincente.
Anche se magari c’è dell’altro, sorride la Maletti: «Per formare la squadra dei parlamentari che correrà alle politiche 2018 - ha ragionato la presidente parlando alla “Dire” a margine della seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso - c’è tempo. Molti nel partito mi vedrebbero bene come candidata? Beh, qualcuno perché dice che qualche competenza ce l’ho, qualcun altro perché mi vedrebbe meglio là che qua... Bisogna vedere, credo che ci sia ancora tempo e soprattutto che prima dei nomi siano importanti i programmi e le alleanze. La presidenza del Consiglio comunale mi dispiacerebbe lasciarla? Sì - ammette - ma mi è dispiaciuto anche non fare più l’assessore. Uno si abitua a determinati ruoli in una logica di servizio».
Quindi, sulla candidatura in Parlamento «non precludo nulla, ma non ci sto neanche lavorando. Comunque non parlerei di “ticket” con questa legge elettorale, non ci sono le due preferenze. Immagino che il sindaco possa pensare al ticket Maletti-Vaccari in una logica di tenuta, di un’idea di partito e di Pd che includa entrambe le sue due anime, diciamo». Del resto, sarebbe uno schema del tipo «una su Renzi e uno su Orlando, uno ex Ds e una che non è mai stata democristiana ma comunque di una certa area... potremmo essere complementari, ecco». L’importante è che ci siano persone che possono andare a Roma per lavorare per Modena, da un lato, e che ci sia anche una sintonia tra le persone che vanno via. Altrimenti, se ognuno va per conto suo si è meno efficaci, anche in una logica di Camera e Senato».
Luca Gardinale
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