Modena, Seta, i conti non tornano «Sprechi quasi milionari»
Contestazioni sindacali: «Più multe e meno incassi, ma non per chi ha in appalto le sanzioni. Una società di Reggio pagata 2,40 euro al chilometro, gli altri 1,80»
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MODENA. «Perchè Seta incassa per ogni multa pagata poco più di 8 euro invece dei 68 che le sarebbero dovuti? Perchè aumentano le sanzioni ai viaggiatori senza biglietto ma calano le entrate relative?»
Così il segretario della Fit Cgil di Modena, Adriano Montorsi, riassume una delle questioni più incandescenti nella trattativa che contrappone l’azienda trasporti ai suoi dipendenti da quasi due anni. La risposta arriva unanime dagli altri rappresentanti degli autisti che ieri hanno incrociato le braccia con percentuali che vanno dal 95 al 100%. «Chi lo sa - ripetono a una sola voce i sindacati, uniti al di là delle sigle - Forse Holacheck, la società privata con socio pubblico, continua a incassare lucrose ricompense sul numero delle sanzioni e non ha il compito di riscuotere»?
Per la prima volta escono fuori dai bilanci le cifre sinora rimaste nei cassetti della direzione. Gli autisti, che ieri hanno incrociato le braccia con percentuali dal 95 al 100%, sono esasperati dal peggioramento continuo delle condizioni di lavoro e sicurezza sui mezzi ma ora le contestazioni sui problemi fanno un salto di qualità.
«Gli enti locali sono responsabili delle spese pazze di Seta - riassume Carmine Bovienzo (Uil) - Una delle uscite che non viene mai spiegata, nonostante le nostre richieste, è quella che riguarda la Til, l’azienda privata dei trasporti, partecipata al 98% dal Comune di Reggio Emilia, da cui proviene Badalotti, oggi direttore in Seta. Bene, Til riceve un’indennità per km percorso da 2,40 euro contro una media che va da 1,60 a 1,87 per altri privati da Piacenza a Modena, che hanno in appalto alcune linee. Dunque un esborso maggiorato, per loro e solo per loro, che moltiplicato per il milione di km all’anno dà un disavanzo di 600 mila euro».
«Le chiacchiere stanno in poco posto - dice Giuseppe Rendace (Faisa) - Nell’assenteismo mettono insieme anche i giorni di malattia, l’80% delle giornate». «Continuano a tenere in piedi i trasporti con 40 mila ore di straordinari obbligatori» aggiunge Scarpitta (Ugl) mentre Giulia Grandi (Cgil) annota: «È impensabile che dopo cinque anni gli ultimi assunti svolgano le stesse mansioni dei più anziani e prendano 400 euro in meno perchè a loro non si applica l’integrativo».
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