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Stranieri nelle scuole: «Accordo per evitare future classi ghetto»

di Serena Arbizzi
Stranieri nelle scuole: «Accordo per evitare future classi ghetto»

L’assessore Gasparini e i presidi firmano un protocollo «Ma il tetto al 30% non è l’unico obiettivo: serve integrare»

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Sono state anticipate in Consiglio comunale giovedì sera dall’assessore all’istruzione Stefania Gasparini, insieme all’approvazione di un ordine del giorno del Pd firmato dalle consigliere Stefania Boccaletti e Monia Mussini, le linee guida dell’accordo di rete fra dirigenti scolastici e istituzioni comunali per cercare di regolamentare la presenza di alunni stranieri nelle scuole di Carpi.

Il tema è salito alla ribalta dopo che, in alcuni istituti, come ad esempio, le elementari Giotto, vi sono classi composte per oltre il 50% da bambini stranieri. In una classe, addirittura, gli italiani sono in tre. Nelle scorse settimane si sono susseguiti più incontri tra istituzioni e presidi per monitorare la situazione. Tali incontri hanno portato a un accordo di rete che verrà presentato ufficialmente mercoledì.

Tra le linee guida, il Comune si propone di monitorare anno per anno le iscrizioni e gli stradari utilizzati come riferimento, tenendo presente che la concentrazione in alcuni specifici luoghi di un numero significativo di famiglie, e quindi di alunni, con cittadinanza non italiana risponde a più cause, tra cui: opportunità lavorative e politiche di edilizia popolare. Tra gli obiettivi ci sono anche lo studio di iniziative di forte coinvolgimento delle famiglie straniere nella vita della scuola, percorsi di aggiornamento formativi da integrare a quelli del Patto per la scuola. L’accordo di rete punta anche a mantenere il tetto del 30% di alunni stranieri in tutte le scuole d’infanzia di Carpi, distribuendo gli alunni in modo equo, cercando di collocare etnie differenti all’interno della classe.

«Il 30% di tetto massimo di alunni stranieri sarà sicuramente contemplato nell’accordo di rete: lo stabilisce il Ministero dell’istruzione - spiega Gasparini - Rimane la facoltà della scuola di chiedere la deroga, ma l’impegno è quello di attenersi al raggiungimento del 30%. Chiaro che però questo tetto massimo non rappresenta il fine delle nostre azioni sull’integrazione nelle scuole. Sarà uno dei tanti strumenti dentro l’accordo di rete per evitare le classi ghetto. La paura dei genitori che di fronte a tanti stranieri ritirano i bambini dalle scuole non va né derisa, né ignorata. Bisogna affrontare la situazione per adottare le soluzioni necessarie». Tra le strategie in campo, anche la verifica dell’efficacia degli investimenti sul personale di mediazione linguistica e culturale e dedicato all’apprendimento linguistico rafforzandone le progettualità.

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