Mirandola si interroga sul futuro dell’ospedale
Resa dei conti al consiglio straordinario convocato stasera coi dirigenti dell’Ausl. Le minoranze: «Continue riduzioni degli impegni». La maggioranza: «Progressi»
MIRANDOLA. La Bassa modenese è da tempo alle prese con una continua riorganizzazione sanitaria, che muove le carte di piani e progetti, con il nobile proposito della ottimizzazione e quello meno conclamato ma più stringente del risparmio di costi. Che in buona parte significano più costi per i cittadini. E così non basta un referendum, non bastano migliaia di pagine, valangate di rassicurazioni e di polemiche, conclamate sintonie tra istituzioni, politica e sistema sanitario per definire un magma che spesso sfugge nelle polemiche dei cittadini, cui di volta in volta si cerca di porre rimedio, con smentite, pezze riparatorie.
Mirandola da ultimo ha offerto una rassicurante - ma altrettanto traballante - conferma del presidio di Ostetricia. Ha offerto polemiche sui tempi di attesa del pronto soccorso, sull’acqua che ormai secolarmente invade l’ospedale se piove. Sulla “carpigianizzazione” del Santa Maria Bianca, sulla paralisi di servizi di base che erano stati rimpinguati da sostanziose donazioni locali. Per non parlare della mancata attivazione dei posti letto - a decine - che erano stati dapprima messi nei piani e poi dimenticati. In un ’ottica di nuova sanità secondo alcuni, di risparmio di milioni di euro (a spese della qualità) per altri. Così come sul territorio si assiste alla progressiva e non sempre dichiarata riduzione dei servizi, tra cup “rovesciati” in farmacia e ambulatori distrettuali che appassiscono.
Il tutto sotto il miraggio dell’ospedale unico della Bassa (quello ipotizzato a Cavezzo), di cui ora non si parla più, perché è evidente che l’ospedale era e resta quello di Carpi, e che quello di Mirandola va scivolando verso una dependance, una clinica con interventi ambulatoriali e programmati (pur se autorevoli, va detto). Insomma, c’è talmente tanta materia del contendere da rendere necessario un chiarimento per i cittadini della Bassa.
Risultato: questa sera (proprio in occasione della partita della nazionale di calcio e della nevicata...) di sanità si prova a parlare in un consiglio comunale, convocato per le 18.30 nella sala consigliare del municipio di Mirandola.
Sarà un consiglio “semiaperto”: vietato l’intervento dei cittadini e dei comitati e associazioni che da tempo ormai non si fidano più. Ma consentito ai dirigenti dell’Ausl: doveva esserci il dg Annichiarico, ma è spuntato un altro impegno. Ci saranno così tre suoi attenti collaboratori. Ovvero Manuela Panico, direttore dell’ospedale di Mirandola, Massimo Fancinelli, direttore sanitario del distretto, Angelo Vezzosi, responsabile delle cure primarie dell’Ausl. L’iniziativa - una proposta di una mozione con dibattito - è partita dal gruppo di minoranza dei 5 Stelle, da tempo sul piede di guerra sul tema. Ad inseguire le altre minoranze. Ma sul tavolo, per essere votata, è arrivata anche una mozione della maggioranza, che fa un lungo elenco di quello che funziona o funzionerà. Pur ammettendo che il decreto Lorenzin fa “scomparire” il modello degli ospedali di prossimità. E per Mirandola non è così certo sia una gran notizia. (ase)
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