Nasce “In rete con i migranti” sinergia tra anziani e profughi
Richiedenti asilo e anziani insieme per un’integrazione sul campo. Ecco lo spirito con cui nasce “In rete con i migranti”, un progetto sostenuto da quattro comitati anziani e orti modenesi. I gruppi...
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Richiedenti asilo e anziani insieme per un’integrazione sul campo. Ecco lo spirito con cui nasce “In rete con i migranti”, un progetto sostenuto da quattro comitati anziani e orti modenesi.
I gruppi Sant’Agnese-San Damaso, Buon Pastore, Madonnina Quattro Ville e Albareto hanno unito le forze per partecipare (e vincere) al bando nazionale Ancescao.
Avranno un finanziamento di 4.900 euro, il 70% del costo totale massimo indicato di 7mila euro che serviranno per l’acquisto di attrezzature, tra cui un proiettore per le lezioni d’informatica e un decespugliatore a batteria per la manutenzione del verde pubblico. I lavori socialmente utili saranno su base volontaria e rappresentano uno degli aspetti scelti dai quattro comitati per il progetto.
I partecipanti saranno coinvolti, inoltre, in attività interculturali organizzato presso i centri. Studieranno italiano, educazione civica, informatica di base ed educazione alla salute.
«Tali iniziative sono fondamentali - garantisce l’assessore all’Integrazione e cittadinanza, Giuliana Urbelli - perché il territorio riesce a fare ciò che invece non riesce allo Stato. Il tema vero è quello dei permessi». L’assessore cita l’esempio di «un ragazzo che ha pitturato d’estate la scuola Paoli, per cui era già pronto un contratto, ma che non è stato assunto perché mancava il permesso di soggiorno».
Non è l’unico caso. «L’anno scorso ci hanno mandato persone socialmente utili e ragazzi di colore - spiega Mauro Gasparotto, presidente del comitato Madonnina Quattro Ville - che a un certo punto sono stati abbandonati a se stessi. C’era chi non aveva più un posto dove andare a dormire ed è andato sulle panchine del Parco Ferrari». «Conosciamo persone che hanno la possibilità di avere un lavoro in regola, ma che restano fermi perché non hanno il permesso di soggiorno», aggiunge Simona Palmonari, insegnante d’italiano presso la cooperativa L’Angolo.
«A Reggio uniremo ragazzi migranti con italiani disoccupati per creare piccole imprese e abbattere pregiudizi», precisa la docente. «Organizziamo da tre anni e mezzo percorsi d’integrazione», ribadisce Soccorsa Quaranta, educatrice della Caleidos. La cooperativa sociale è coinvolta nel progetto come L’Angolo, l’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, il Ceis, Porta Aperta, il Cpia, l’Ausl e il Comune. (g.f.)
I gruppi Sant’Agnese-San Damaso, Buon Pastore, Madonnina Quattro Ville e Albareto hanno unito le forze per partecipare (e vincere) al bando nazionale Ancescao.
Avranno un finanziamento di 4.900 euro, il 70% del costo totale massimo indicato di 7mila euro che serviranno per l’acquisto di attrezzature, tra cui un proiettore per le lezioni d’informatica e un decespugliatore a batteria per la manutenzione del verde pubblico. I lavori socialmente utili saranno su base volontaria e rappresentano uno degli aspetti scelti dai quattro comitati per il progetto.
I partecipanti saranno coinvolti, inoltre, in attività interculturali organizzato presso i centri. Studieranno italiano, educazione civica, informatica di base ed educazione alla salute.
«Tali iniziative sono fondamentali - garantisce l’assessore all’Integrazione e cittadinanza, Giuliana Urbelli - perché il territorio riesce a fare ciò che invece non riesce allo Stato. Il tema vero è quello dei permessi». L’assessore cita l’esempio di «un ragazzo che ha pitturato d’estate la scuola Paoli, per cui era già pronto un contratto, ma che non è stato assunto perché mancava il permesso di soggiorno».
Non è l’unico caso. «L’anno scorso ci hanno mandato persone socialmente utili e ragazzi di colore - spiega Mauro Gasparotto, presidente del comitato Madonnina Quattro Ville - che a un certo punto sono stati abbandonati a se stessi. C’era chi non aveva più un posto dove andare a dormire ed è andato sulle panchine del Parco Ferrari». «Conosciamo persone che hanno la possibilità di avere un lavoro in regola, ma che restano fermi perché non hanno il permesso di soggiorno», aggiunge Simona Palmonari, insegnante d’italiano presso la cooperativa L’Angolo.
«A Reggio uniremo ragazzi migranti con italiani disoccupati per creare piccole imprese e abbattere pregiudizi», precisa la docente. «Organizziamo da tre anni e mezzo percorsi d’integrazione», ribadisce Soccorsa Quaranta, educatrice della Caleidos. La cooperativa sociale è coinvolta nel progetto come L’Angolo, l’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, il Ceis, Porta Aperta, il Cpia, l’Ausl e il Comune. (g.f.)
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