Sicurezza, si uniscono sette comitati
Gramsci, Tempio, Modena Est, S. Agnese, Villaggio Zeta, D’Acquisto e Quattroville daranno battaglia
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Uniti nel nome della sicurezza, perché la sicurezza è uno dei principali obiettivi da perseguire e per il quale i cittadini hanno deciso di costituirsi in comitati. Tutti insieme, dal centro alla periferia della città, per dare un segnale forte all’amministrazione comunale e portare alle orecchie degli amministratori stessi e dei politici un forte messaggio univoco.
È nata pertanto l’Unione dei Comitati per la sicurezza: insieme agli storici comitati del Tempio e di viale Gramsci, nell’unione figurano i comitati della zona del Villaggio Modena Est, Sant’Agnese, del Villaggio Zeta, di via Salvo d’Acquisto e di Quattro Ville.
In una loro nota si legge come: «il tema della sicurezza sia particolarmente sentito in città lo confermano tutte le ricerche che indicano come, in ordine di importanza, dopo le preoccupazioni per il lavoro, la sicurezza rappresenti insieme all’ambiente, il secondo problema che angustia maggiormente i modenesi. Occorre che la domanda di sicurezza ritorni ad essere una priorità, occorre che le istituzioni pubbliche la assumano come un compito ineludibile. Anche la polizia municipale ha visto riconosciuto dalla legge un proprio ruolo primario per garantire la sicurezza dei cittadini. È finito il tempo nel quale, quando i cittadini si rivolgevano al Comune chiedendo protezione venivano accolti con sorrisi ironici da amministratori che sottovalutavano i problemi parlando di “errata percezione”, ora il tema della sicurezza è esploso in tutta la sua evidente concretezza».
Alla luce di queste considerazioni i comitati fanno dunque fronte comune e si preparano a dare il benvenuto al nuovo questore Filippo Santarelli : «Ultimamente sta aumentando in città la pervasiva presenza della piccola criminalità, ma anche di quella delle reti che gestiscono lo spaccio e la prostituzione, di quelle che commettono piccole, grandi truffe e reati predatori soprattutto nelle abitazioni, così come si percepisce che la criminalità organizzata, ancora in modo subdolo ma sempre più evidente, abbia messo radici. Fenomeni molto preoccupanti per contenere i quali i cittadini, organizzati nei comitati, vogliono collaborare con le istituzioni preposte al controllo della sicurezza».
È nata pertanto l’Unione dei Comitati per la sicurezza: insieme agli storici comitati del Tempio e di viale Gramsci, nell’unione figurano i comitati della zona del Villaggio Modena Est, Sant’Agnese, del Villaggio Zeta, di via Salvo d’Acquisto e di Quattro Ville.
In una loro nota si legge come: «il tema della sicurezza sia particolarmente sentito in città lo confermano tutte le ricerche che indicano come, in ordine di importanza, dopo le preoccupazioni per il lavoro, la sicurezza rappresenti insieme all’ambiente, il secondo problema che angustia maggiormente i modenesi. Occorre che la domanda di sicurezza ritorni ad essere una priorità, occorre che le istituzioni pubbliche la assumano come un compito ineludibile. Anche la polizia municipale ha visto riconosciuto dalla legge un proprio ruolo primario per garantire la sicurezza dei cittadini. È finito il tempo nel quale, quando i cittadini si rivolgevano al Comune chiedendo protezione venivano accolti con sorrisi ironici da amministratori che sottovalutavano i problemi parlando di “errata percezione”, ora il tema della sicurezza è esploso in tutta la sua evidente concretezza».
Alla luce di queste considerazioni i comitati fanno dunque fronte comune e si preparano a dare il benvenuto al nuovo questore Filippo Santarelli : «Ultimamente sta aumentando in città la pervasiva presenza della piccola criminalità, ma anche di quella delle reti che gestiscono lo spaccio e la prostituzione, di quelle che commettono piccole, grandi truffe e reati predatori soprattutto nelle abitazioni, così come si percepisce che la criminalità organizzata, ancora in modo subdolo ma sempre più evidente, abbia messo radici. Fenomeni molto preoccupanti per contenere i quali i cittadini, organizzati nei comitati, vogliono collaborare con le istituzioni preposte al controllo della sicurezza».
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