castelnuovo
Vertenza Castelfrigo Gli operai scrivono alle loro ambasciate
CASTELNUOVO. La lotta degli operai delle due cooperative (Work Service e Ilia D.A.) che lavorano in Castelfrigo prosegue su più fronti. Non solo attraverso la battaglia sindacale e i tavoli...
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELNUOVO. La lotta degli operai delle due cooperative (Work Service e Ilia D.A.) che lavorano in Castelfrigo prosegue su più fronti. Non solo attraverso la battaglia sindacale e i tavoli istituzionali canonici, ma anche attraverso iniziative alternative. E così ieri hanno scritto una lettera aperta alle rispettive ambasciate (la maggior parte di loro, infatti, è di nazionalità straniera). In maggioranza ci sono cinesi, albanesi e ghanesi e proprio loro hanno scritto ai rappresentanti dei loro Governi in Italia.
«Egregio Ambasciatore, - scrivono - siamo cittadini ghanesi, albanesi e cinesi venuti in Italia carichi di speranza, per lavorare e per dare un futuro a noi, alla nostra famiglia, ai nostri figli e ai nostri parenti rimasti nel nostro Paese. In Italia abbiamo trovato un lavoro. Un lavoro molto duro, disagiato e pesante, come quello della lavorazione delle carni. Insieme a lavoratori di altre nazionalità, sezioniamo e lavoriamo carni che vengono utilizzate per produrre salumi e insaccati. Per anni siamo dovuti sottostare a pesanti condizioni di lavoro: ritmi di lavoro pesantissimi, velocità elevatissime, orari estremamente variabili e retribuzioni irregolari. Per anni siamo dovuti sottostare a “caporali” che ci comandavano e che non ci rispettavano nemmeno come esseri umani: urla, minacce, allontanamenti dal posto di lavoro come punizione, cambi di mansione come punizione e altre vessazioni, come quella di negarci di andare in bagno per i nostri bisogni fisiologici. In realtà non stavamo e non stiamo lavorando in società cooperative ma in “false coop”, come abbiamo denunciato al Ministero delle Sviluppo Economico». Nella lunga lettera i lavoratori ripercorrono la loro lotta sindacale, sottolineando come le coop vogliano licenziarli con la scusa della mancanza di lavoro, mentre in Castelfrigo sono aumentati i turni per chi non aderisce allo sciopero. E concludono: «Noi continuiamo la nostra lotta rispettando la legge di una Repubblica che ci ha ospitato, dato lavoro e speranza. Gentile ambasciatore chiediamo un suo cortese interessamento, aiuto e intervento, siamo anche disponibili ad incontrarla, se lo ritenesse opportuno».
«Egregio Ambasciatore, - scrivono - siamo cittadini ghanesi, albanesi e cinesi venuti in Italia carichi di speranza, per lavorare e per dare un futuro a noi, alla nostra famiglia, ai nostri figli e ai nostri parenti rimasti nel nostro Paese. In Italia abbiamo trovato un lavoro. Un lavoro molto duro, disagiato e pesante, come quello della lavorazione delle carni. Insieme a lavoratori di altre nazionalità, sezioniamo e lavoriamo carni che vengono utilizzate per produrre salumi e insaccati. Per anni siamo dovuti sottostare a pesanti condizioni di lavoro: ritmi di lavoro pesantissimi, velocità elevatissime, orari estremamente variabili e retribuzioni irregolari. Per anni siamo dovuti sottostare a “caporali” che ci comandavano e che non ci rispettavano nemmeno come esseri umani: urla, minacce, allontanamenti dal posto di lavoro come punizione, cambi di mansione come punizione e altre vessazioni, come quella di negarci di andare in bagno per i nostri bisogni fisiologici. In realtà non stavamo e non stiamo lavorando in società cooperative ma in “false coop”, come abbiamo denunciato al Ministero delle Sviluppo Economico». Nella lunga lettera i lavoratori ripercorrono la loro lotta sindacale, sottolineando come le coop vogliano licenziarli con la scusa della mancanza di lavoro, mentre in Castelfrigo sono aumentati i turni per chi non aderisce allo sciopero. E concludono: «Noi continuiamo la nostra lotta rispettando la legge di una Repubblica che ci ha ospitato, dato lavoro e speranza. Gentile ambasciatore chiediamo un suo cortese interessamento, aiuto e intervento, siamo anche disponibili ad incontrarla, se lo ritenesse opportuno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
