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Mirandola, consiglio diviso sul declino dell’ospedale

Mirandola, consiglio diviso sul declino dell’ospedale

I cittadini affollano la sala per verificare gli impegni di Comune e dirigenti Ausl Contestazioni e rimbrotti, alla fine la maggioranza vota una mozione ottimista

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MIRANDOLA. «Mai detto noi che le cose vanno tutte bene, ma l’M5S con la sua mozione vuole solo commissariare il sindaco. Pretendere che vada a Modena a dire dei no. Ma noi stasera ancora una volta non abbiamo sentito proposte, non una. Il nostro documento invece elenca ciò che è stato fatto, ciò che si farà...». Il capogruppo del Pd Enrico Dotti, dopo tre ore di illustrazioni formali da parte dei dirigenti dell'Ausl inviati dal dg Annichiarico a contenere l’urto della protesta, ha replicato così, ieri, in occasione del consiglio comunale sul tema Sanità e futuro dell'ospedale di Mirandola, proponendo la mozione di maggioranza che alla fine ha raccolto più voti. Una serata come non ne capitavano da tempo, specie dopo il fallimento dello scomodo referendum. Ad assistere c’erano molti cittadini, che non hanno saputo trattenere rimbrotti e contenute contestazioni. Tra loro Ubaldo Chiarotti, presidente del comitato, che ha provato a raggiungere un ospedale da San Martino Spino, scoprendo come una persona impieghi una giornata, con costi e disagi. Proprio sul tema costi si è concentrato l’assalto di Tinchelli (5 Stelle) alla fortezza politico-sanitaria: «La casa della salute di Finale, prevista nel Pal di fatto non esiste, la casa della salute a Cavezzo sono tre ambulatori che chiudono alle 12.30, quella di Concordia è una società privata di medici. Erano stati pianificati 200 posti letto, ne abbiamo 40 in meno. Avete voluto risparmiare sulla pelle della gente. Perchè la Bassa vi serve per produrre l’1,8% del Pil, abbiamo il biomedicale ma per curarci dobbiamo andare a Carpi o a Modena». Tinchelli ha contestato al sindaco i volantini della sua campagna elettorale, che parlavano di un ospedale baricentrico (ospedale che ora Annichiarico nega sia neppure in idea), ha denunciato l’assurdità di tre ospedali (Baggiovara, Policlinico e Sassuolo) in pochi km. «Si investe a Sassuolo - ha detto Tinchelli - perché dietro ci sono i privati, Coop, Unipol e Banca. E l’ospedale di Mirandola è ridotto ad una clinica...».

A fare il lungo prologo, per conto dell’Ausl, erano intervenuti i dirigenti Falcinelli, neoeletto direttore del distretto, Vezzosi e Manuela Panico, direttore dell’ospedale. Un soporifero elenco scolastico di compiti, compitini e slide, nel quale si sono trattenuti a lungo sul reclamizzato centro... per i disturbi del sonno. Una prova sul campo, insomma. Intervento più volte inframmezzato da pubblico e minoranza, che l’hanno interpretata come una melina difensiva stile... Svezia. Dopo l’intervento a supporto del consigliere Prestia, nella replica i dirigenti Ausl hanno smentito di pensare solo ai tagli (che a Mirandola avrebbero fruttato decine di milioni) evocando l’impegno ad una sanità “etica”.

Il finale ufficiale con i voti delle mozioni; respinta quella contestatoria dei 5 Stelle e di Lugli (Fi). Approvate quella del traghettante Platis (su ostetricia) e infine quella più ottimistica del Pd, che parla di welfare, chiede di interagire con i mantovani di Pieve e una migliore viabilità sul Canaletto (ieri sera chiuso ore per incidente). Il sindaco Benatti ha espresso fiducia, invitando a non gettare fango e a pensare ad una sanità anche fuori dagli ospedali. Nei cittadini all’uscita la sensazione che occorra rinforzare la Maginot per fermare un inesorabile emorragia. (ase)
 

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