Gazzetta di Modena

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«Prevenire i rischi naturali è la nostra sfida»

di Eleonora Degoli
«Prevenire i rischi naturali è la nostra sfida»

Il prof Mauro Soldati, neopresidente mondiale dei geomorfologi, e il lavoro degli scienziati della terra

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È di Modena il nuovo presidente mondiale dei geomorfologi. Gli studiosi della morfologia della superficie terrestre riuniti nell’associazione IAG (International Association of Geomorphologist) hanno un nuovo leader. Proviene direttamente da UniMore e si chiama Mauro Soldati. Professore ordinario di Geomorfologia presso il dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, è stato eletto da 18 dei 31 Paesi presenti al congresso internazionale del settore. L’incontro quadriennale si è tenuto la settimana scorsa a Nuova Delhi. Oltre all’elezione del nuovo presidente della IAG, che ha visto Soldati ottenere la maggioranza di voti sul professore cinese Xiaoping Yang, il congresso ha avuto come tema principale il rapporto tra geomorfologia e società. Il contributo, cioè, che la ricerca può dare in fatto di prevenzione, previsione e mitigazione dei rischi ambientali, mitigazione dell’impatto delle catastrofi naturali. Un dibattito che ha visto 30 contributi scientifici italiani. «Dall’incontro è emerso una cosa che in Italia era già chiara, - ha spiegato Soldati - cioè che anche in molti Paesi del mondo gli eventi estremi, principalmente di tipo climatico, si stanno intensificando. Il messaggio è che dobbiamo essere sempre più pronti ad affrontarli. La grande sfida è quella di investire in una ricerca applicata e finalizzata alla previsione, alla prevenzione dei rischi naturali e alla valutazione degli impatti che le attività antropiche possono avere sul pianeta».

Soldati ha spiegato quanto la loro attività sia legata al territorio: «Noi come geomorfologi e scienziati della terra ci confrontiamo spesso con gli operatori della protezione civile. Questo succede anche a Modena grazie a un corso di perfezionamento sulle emergenze con il quale ci confrontiamo con la protezione civile regionale a più riprese. Tutti i nostri risultati possono essere d’interesse per loro e una salvaguardia per i cittadini. Cittadini che da parte loro dovrebbero tenersi informati e cercare di essere il più possibile consapevoli delle criticità, problematiche e rischi del territorio in cui viviamo. Ci può rendere meno vulnerabili. Oggi sono molti i siti che si possono consultare, ad esempio quello della protezione civile regionale o il sito sul servizio idrometeorologico dell’Arpae Emilia Romagna».

«I temi affrontati a Nuova Delhi a livello internazionale - ha inoltre aggiunto il professore - sono trattati a livello didattico, direi con buoni risultati, anche nelle aule di UniMore, grazie al corso di perfezionamento sulle emergenze territoriali, ambientali e sanitarie».

L’investimento sulla ricerca e sulla formazione dei giovani geomorfologi è stato un elemento importante anche nell’elezione di Soldati come presidente: «Ho ricoperto la carica di Training Officer, cioè mi sono occupato del programma per il training dei giovani scienziati che aderiscono alla nostra associazione. In particolare, il programma che ho sviluppato coinvolge molto i Paesi in via di sviluppo, offrendo borse di studio e la possibilità di partecipare ad attività che si svolgono in tutto il mondo tra conferenze, workshop, seminari e corsi intensivi. Per esempio la conferenza è finita sabato e ora siamo qui alle appendici dell’Himalaya per tenere un corso per giovani geomorfologi. Ne abbiamo 24, provenienti da 11 Paesi diversi in cui purtroppo i fondi molto spesso non sono sufficienti per un’adeguata formazione».

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