Gazzetta di Modena

Modena

Quando le api possono essere utili anche per il restauro

Quando le api possono essere utili anche per il restauro

FIORANO. Organizzato dal Circolo Nuraghe, con la collaborazione di Fasi, Regione Sardegna, Amministrazione Comunale e il patrocinio di Unimore e dell’Ordine degli Architetti, sabato, dalle 16 alle...

2 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. Organizzato dal Circolo Nuraghe, con la collaborazione di Fasi, Regione Sardegna, Amministrazione Comunale e il patrocinio di Unimore e dell’Ordine degli Architetti, sabato, dalle 16 alle 118, il Teatro Astoria ospiterà l’incontro “I batteri: dalle api alle Belle Arti”, articolato su due relazioni.

Il prof. Stefano Lugli dell’Università degli Studi di Modena e Reggio illustrerà “Geoarcheologia e geoarchitettura del sito Unesco di Modena: il duomo e la torre Ghirlandina”. La dott.ssa Annalisa Balloi, del Politecnico di Milano, racconterà “Il microbo che non ti aspetti”. I due temi, apparentemente tra loro distanti, diventano conseguenti grazie agli studi di Annalisa Belloi, nuorese di nascita, laureata in scienze biologiche a Cagliari, poi collaboratrice dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Pisa e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Naturali e Nutrizionali dell’Università Statale di Milano. Nel 2009 ha creato lo spin-off universitario Micro4yoU, per favorire lo sviluppo di nuove imprese ad alto tasso di innovazione ed elaborare green technologies a base microbica destinate ai settori agro-alimentare e ambientale.

Attraverso la sua attività scientifica ed imprenditoriale ha contribuito a portare all’attenzione pubblica il concetto di “gestione della risorsa microbica”, fino ad allora discusso solo in contesti accademici, quale risorsa naturale in grado di fornire un servizio a diverse attività umane (dal settore agroalimentale a quello energetico passando per la bonifica dei siti inquinati ed il restauro dei beni culturali). In quest'ultimo ambito di ricerca, in particolare, sono state utilizzate alcune cellule microbiche quali agenti di biopulitura, in grado di nutrirsi dei solfati di calcio con cui si combina lo smog, al fine di romperne il legame chimico permettendo in tal modo la semplice rimozione dello smog stesso con normali detergenti anziché con i tradizionali prodotti chimici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google