Scuole medie, scoppiano le altre grane
Finale. Diatriba Comune-Regione che vuole recedere dal contratto. Lavori incompleti e nodo collaudo
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FINALE. Da mesi Regione e Comune si scrivono per definire chi dovrà assumersi l’onore di collaudare le scuole medie mai aperte per l’inchiesta sul calcestruzzo depotenziato. Tra i due enti c’è una convenzione, votata dal Consiglio comunale, in cui si affida alla Regione la direzione lavori (nominato Antonio Ligori), l’incarico di responsabile unico del progetto (Manuela Manenti) e il collaudo all’ingegnere Maria Romani. Ma da Bologna sono arrivate anche indicazioni che Finale, al momento, non ha ancora voluto recepire in qualità di committente.
La Regione ha infatti suggerito di recedere dal contratto con A&C e far sì che siano altri a completare la scuola. Finale - nei procedimenti rappresentato dall’avvocato Barbara Bellentani - ha invece finora scelto di tenersi legato all’impresa mirandolese per il timore poi di perdere ogni rivendicazione in sede penale e di risarcimento civile. Un atteggiamento che a Bologna non trova particolari consensi tanto che è arrivato una sorta di ultimatum: o si fa la rescissione o sarà la Regione a recedere unilateralmente dalla convenzione, lasciando al Comune ogni responsabilità per ciò che riguarda la parte progettuale oltre che economica. Perché in via Montegrappa si dovrebbe trovare un nuovo Direttore lavori, un Rup (che potrebbe essere il neo capo-ufficio Lavori pubblici) e soprattutto un collaudatore che dia il nullaosta alla corretta costruzione dell’istituto di viale Della Rinascita. Una figura che il Comune non ha e dovrebbe ricercare all’esterno con un evidente aggravio di costi.
Sull’analisi del calcestruzzo ci sono risultanze arrivate dall’incidente probatorio con la perizia del consulente del giudice Eleonora Pirillo che certifica l’antisismicità del calcestruzzo seppur inferiore rispetto a quella di progetto. Risultanze che ha poi fatto proprie anche il consulente tecnico del tribunale civile, Raffaele Granata, nel procedimento avviato da A&C.
Ora si è in una fase di stallo: la scuola è ancora in carico all’impresa appaltatrice - è stata lei ad intervenire quando il tetto si è scoperchiato - ma prima o poi un collaudo definitivo andrà fatto dopo la sospensione imposta dall’apertura dell’inchiesta “Cubetto”. La Regione però non appare troppo convinta di effettuarlo e assumersi la responsabilità tant’è che Ligori, Manenti e Romani hanno sollevato alcuni dubbi. Il Comune vorrebbe accelerare i tempi, ma come ha detto più volte il sindaco Sandro Palazzi “apriremo la scuola quando avremo la certezza assoluta della sua sicurezza”. Senza poi contare che mancano alcuni servizi essenziali per garantire la vivibilità a partire dall’impianto refrigerante per finire con le sonde geotermiche per il riscaldamento invernale. E chi dovrebbe pagare gli interventi? (fd)
La Regione ha infatti suggerito di recedere dal contratto con A&C e far sì che siano altri a completare la scuola. Finale - nei procedimenti rappresentato dall’avvocato Barbara Bellentani - ha invece finora scelto di tenersi legato all’impresa mirandolese per il timore poi di perdere ogni rivendicazione in sede penale e di risarcimento civile. Un atteggiamento che a Bologna non trova particolari consensi tanto che è arrivato una sorta di ultimatum: o si fa la rescissione o sarà la Regione a recedere unilateralmente dalla convenzione, lasciando al Comune ogni responsabilità per ciò che riguarda la parte progettuale oltre che economica. Perché in via Montegrappa si dovrebbe trovare un nuovo Direttore lavori, un Rup (che potrebbe essere il neo capo-ufficio Lavori pubblici) e soprattutto un collaudatore che dia il nullaosta alla corretta costruzione dell’istituto di viale Della Rinascita. Una figura che il Comune non ha e dovrebbe ricercare all’esterno con un evidente aggravio di costi.
Sull’analisi del calcestruzzo ci sono risultanze arrivate dall’incidente probatorio con la perizia del consulente del giudice Eleonora Pirillo che certifica l’antisismicità del calcestruzzo seppur inferiore rispetto a quella di progetto. Risultanze che ha poi fatto proprie anche il consulente tecnico del tribunale civile, Raffaele Granata, nel procedimento avviato da A&C.
Ora si è in una fase di stallo: la scuola è ancora in carico all’impresa appaltatrice - è stata lei ad intervenire quando il tetto si è scoperchiato - ma prima o poi un collaudo definitivo andrà fatto dopo la sospensione imposta dall’apertura dell’inchiesta “Cubetto”. La Regione però non appare troppo convinta di effettuarlo e assumersi la responsabilità tant’è che Ligori, Manenti e Romani hanno sollevato alcuni dubbi. Il Comune vorrebbe accelerare i tempi, ma come ha detto più volte il sindaco Sandro Palazzi “apriremo la scuola quando avremo la certezza assoluta della sua sicurezza”. Senza poi contare che mancano alcuni servizi essenziali per garantire la vivibilità a partire dall’impianto refrigerante per finire con le sonde geotermiche per il riscaldamento invernale. E chi dovrebbe pagare gli interventi? (fd)
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