Sostenibile Chiarli
di PARIDE RABITTI *
La Cantina Chiarli rappresenta una vera roccaforte nel panorama enologico modenese, una garanzia di serietà, qualità e continuità generazionale.Dal 1860 anno precedente all’unificazione d’Italia,...
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La Cantina Chiarli rappresenta una vera roccaforte nel panorama enologico modenese, una garanzia di serietà, qualità e continuità generazionale.
Dal 1860 anno precedente all’unificazione d’Italia, Cleto Chiarli gestiva in centro a Modena la “Trattoria dell’Artigliere”, producendo in proprio il Lambrusco.
Quella di Cleto Chiarli è una figura storica molto importante per la cronaca del Lambrusco e del territorio modenese forse paragonabile a quella francese del monaco benedettino Dom Pierre Pérignon spesso indicato, come l'inventore dello champagne.
Da allora tanti traguardi sono stati tagliati e mai come oggi bere bene coincide con bere sano e nel rispetto dell’ambiente, infatti i vini Cleto Chiarli Tenute Agricole e Chiarli 1860, le due aziende del gruppo Chiarli sono state ufficialmente inserite tra le cantine italiane certificate VIVA, dal ministero dell’Ambiente, che attesta la sostenibilità di filiera dalla vite al bicchiere.
VIVA analizza e certifica le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino attraverso l’analisi di quattro indicatori scientificamente riconosciuti e sviluppati sulla base di standard e normative internazionali: l’impronta climatica, l’impronta idrica, l’impatto della gestione agronomica e l’impatto socio-economico-culturale.
«Da sempre siamo impegnati a produrre nel massimo rispetto dell’ambiente, con il desiderio non soltanto di salvaguardare, ma di contribuire a valorizzare il nostro territorio, siamo quindi orgogliosi di far parte di questo progetto e di vedere ora il nostro impegno certificato e sostenuto dal Ministero»: Anselmo Chiarli, amministratore delegato del gruppo Chiarli, commenta così l’adesione a VIVA delle due aziende di proprietà della famiglia, «siamo convinti che produrre in sintonia con l’ambiente diverrà sempre più un aspetto centrale e decisivo nelle scelte dei consumatori, sempre più interessati a conoscere i dettagli dell’origine di un bene di consumo alimentare, della filiera produttiva e del suo impatto sui prodotti stessi, sull’ambiente, sul territorio, sulla salute».
I primi vini Cleto Chiarli che hanno ottenuto la certificazione del ministero sono: Villa Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc, Villa Cialdini Pignoletto Doc Brut Millesimato e il Baluardo Chiarli 1860, Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato, prodotti facilmente reperibili sugli scaffali dei supermercati con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
* il Lambruscologo
Dal 1860 anno precedente all’unificazione d’Italia, Cleto Chiarli gestiva in centro a Modena la “Trattoria dell’Artigliere”, producendo in proprio il Lambrusco.
Quella di Cleto Chiarli è una figura storica molto importante per la cronaca del Lambrusco e del territorio modenese forse paragonabile a quella francese del monaco benedettino Dom Pierre Pérignon spesso indicato, come l'inventore dello champagne.
Da allora tanti traguardi sono stati tagliati e mai come oggi bere bene coincide con bere sano e nel rispetto dell’ambiente, infatti i vini Cleto Chiarli Tenute Agricole e Chiarli 1860, le due aziende del gruppo Chiarli sono state ufficialmente inserite tra le cantine italiane certificate VIVA, dal ministero dell’Ambiente, che attesta la sostenibilità di filiera dalla vite al bicchiere.
VIVA analizza e certifica le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino attraverso l’analisi di quattro indicatori scientificamente riconosciuti e sviluppati sulla base di standard e normative internazionali: l’impronta climatica, l’impronta idrica, l’impatto della gestione agronomica e l’impatto socio-economico-culturale.
«Da sempre siamo impegnati a produrre nel massimo rispetto dell’ambiente, con il desiderio non soltanto di salvaguardare, ma di contribuire a valorizzare il nostro territorio, siamo quindi orgogliosi di far parte di questo progetto e di vedere ora il nostro impegno certificato e sostenuto dal Ministero»: Anselmo Chiarli, amministratore delegato del gruppo Chiarli, commenta così l’adesione a VIVA delle due aziende di proprietà della famiglia, «siamo convinti che produrre in sintonia con l’ambiente diverrà sempre più un aspetto centrale e decisivo nelle scelte dei consumatori, sempre più interessati a conoscere i dettagli dell’origine di un bene di consumo alimentare, della filiera produttiva e del suo impatto sui prodotti stessi, sull’ambiente, sul territorio, sulla salute».
I primi vini Cleto Chiarli che hanno ottenuto la certificazione del ministero sono: Villa Cialdini Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc, Villa Cialdini Pignoletto Doc Brut Millesimato e il Baluardo Chiarli 1860, Grasparossa di Castelvetro Doc Abboccato, prodotti facilmente reperibili sugli scaffali dei supermercati con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
* il Lambruscologo
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