Agriturist, strategie per il nuovo turismo in Emilia Romagna
Le idee per lanciare le aziende agrituristiche in un sistema di grandi percorsi ciclabili, fluviali, enogastronomici
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Una serie di idee e strategie, proposte già in atto o in fase progettuale, a disposizione delle aziende agrituristiche, dei politici e degli operatori di settore per incrementare l’offerta turistica, soprattutto in un sistema che comprenda percorsi ciclabili di grande respiro, percorsi fluviali ed enogastronomici. Idee che sono state lanciate ieri, presso l’agriturismo “La Lupa” di Castelfranco, nella giornata organizzata da Agriturist Emilia Romagna, l’associazione agrituristica di Confagricoltura che promuove e tutela l'agriturismo, iniziativa con la collaborazione di Confagricoltura Modena e il patrocinio del Comune di Castelfranco.
Imprenditori, esperti di settore e istituzioni si sono confrontati alla mattina in un convegno dal titolo “Le nuove tendenze del turismo in Emilia-Romagna”, nel pomeriggio un workshop e BtoB con tour operator finalizzato a creare sinergie nell’ambito della filiera agrituristica regionale.
«Abbiamo organizzato questa giornata – ha detto Paola Pedroni, presidente uscente di Agriturist e Agricycle Emilia Romagna – per confrontarci e fare proposte. La prima e più suggestiva è quella di dare vita ad una rete di percorsi cicloturistici che porti a Fico, il parco agroalimentare bolognese che inaugura domani, attraverso gli itinerari più paesaggistici dell’Emilia Romagna, con soggiorno negli agriturismi. Oggi abbiamo posto le basi per un lavoro in sinergia con le istituzioni e il territorio. Spazio anche alla legge regionale del turismo del 2016, per approfondire il ruolo che l’agriturismo può svolgere nel nuovo contesto di turismo dei territori. Un altro aspetto che ci coinvolge è il Piano Strategico del Turismo (PST), che ci impone un esame di coscienza sulla qualità della nostra offerta e sulla capacità di fare accoglienza. Per fare un passo in avanti ci servono delle collaborazioni per abbracciare le nuove forme di turismo, da soli rischiamo di essere piccoli e sparsi, abbiamo bisogno di partner con cui creare percorsi che ci portino alla ribalta di questo interessante mercato del turismo, tenendo conto dei tre principi del PST: l’accessibilità, l’innovazione e la sostenibilità». Paola Pedroni ha anche annunciato la conclusione del suo secondo mandato e consegnato idealmente il testimone a Gianpietro Bisagni, attuale presidente della sezione di Piacenza. Andrea Corsini, assessore regionale al turismo, è partito dai numeri: «Sedici miliardi di valore aggiunto e 15% del Pil sono dati che fotografano il fatto che il turismo è una grande industria strategica nazionale e regionale. L’Emilia Romagna è un territorio ad alta vocazione turistica, ma negli ultimi due anni c’è stata una svolta importante. Abbiamo lavorato su “hardware”, mettendo in campo oltre 50 milioni di euro per riqualificare il prodotto, e sul “software”, la cosiddetta promo-commercializzazione, cambiando i paradigmi della nostra promozione turistica in linea con il PST. Sta crescendo il turismo dell’esperienza, trainato dai borghi, e quello legato al food. Il lavoro del Piano Strategico nazionale vuole abbattere i confini delle regioni, perché il turista straniero non conosce i confini, ma vuole vivere un’esperienza nel territorio».
«In Emilia Romagna – ha detto Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura – abbiamo una strategia sulla qualità, che coinvolge grandi produzioni, piccole produzioni e nicchie. Per portare avanti questa strategia da un lato abbiamo bisogno di innovazione, dall’altro di internazionalizzazione, perché il futuro dell’agricoltura di qualità passa attraverso i mercati internazionali. I dati parlano di un export agroalimentare italiano da 40 miliardi di euro, dei quali 5,9 vengono dall’Emilia Romagna. Per consolidare o crescere è necessario mantenere la reputazione del nostro sistema agroalimentare: ogni narrazione dei prodotti ha un valore enorme».
Stefano Turcato
Imprenditori, esperti di settore e istituzioni si sono confrontati alla mattina in un convegno dal titolo “Le nuove tendenze del turismo in Emilia-Romagna”, nel pomeriggio un workshop e BtoB con tour operator finalizzato a creare sinergie nell’ambito della filiera agrituristica regionale.
«Abbiamo organizzato questa giornata – ha detto Paola Pedroni, presidente uscente di Agriturist e Agricycle Emilia Romagna – per confrontarci e fare proposte. La prima e più suggestiva è quella di dare vita ad una rete di percorsi cicloturistici che porti a Fico, il parco agroalimentare bolognese che inaugura domani, attraverso gli itinerari più paesaggistici dell’Emilia Romagna, con soggiorno negli agriturismi. Oggi abbiamo posto le basi per un lavoro in sinergia con le istituzioni e il territorio. Spazio anche alla legge regionale del turismo del 2016, per approfondire il ruolo che l’agriturismo può svolgere nel nuovo contesto di turismo dei territori. Un altro aspetto che ci coinvolge è il Piano Strategico del Turismo (PST), che ci impone un esame di coscienza sulla qualità della nostra offerta e sulla capacità di fare accoglienza. Per fare un passo in avanti ci servono delle collaborazioni per abbracciare le nuove forme di turismo, da soli rischiamo di essere piccoli e sparsi, abbiamo bisogno di partner con cui creare percorsi che ci portino alla ribalta di questo interessante mercato del turismo, tenendo conto dei tre principi del PST: l’accessibilità, l’innovazione e la sostenibilità». Paola Pedroni ha anche annunciato la conclusione del suo secondo mandato e consegnato idealmente il testimone a Gianpietro Bisagni, attuale presidente della sezione di Piacenza. Andrea Corsini, assessore regionale al turismo, è partito dai numeri: «Sedici miliardi di valore aggiunto e 15% del Pil sono dati che fotografano il fatto che il turismo è una grande industria strategica nazionale e regionale. L’Emilia Romagna è un territorio ad alta vocazione turistica, ma negli ultimi due anni c’è stata una svolta importante. Abbiamo lavorato su “hardware”, mettendo in campo oltre 50 milioni di euro per riqualificare il prodotto, e sul “software”, la cosiddetta promo-commercializzazione, cambiando i paradigmi della nostra promozione turistica in linea con il PST. Sta crescendo il turismo dell’esperienza, trainato dai borghi, e quello legato al food. Il lavoro del Piano Strategico nazionale vuole abbattere i confini delle regioni, perché il turista straniero non conosce i confini, ma vuole vivere un’esperienza nel territorio».
«In Emilia Romagna – ha detto Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura – abbiamo una strategia sulla qualità, che coinvolge grandi produzioni, piccole produzioni e nicchie. Per portare avanti questa strategia da un lato abbiamo bisogno di innovazione, dall’altro di internazionalizzazione, perché il futuro dell’agricoltura di qualità passa attraverso i mercati internazionali. I dati parlano di un export agroalimentare italiano da 40 miliardi di euro, dei quali 5,9 vengono dall’Emilia Romagna. Per consolidare o crescere è necessario mantenere la reputazione del nostro sistema agroalimentare: ogni narrazione dei prodotti ha un valore enorme».
Stefano Turcato
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