Formigine: attori con il fiatone sul palcoscenico per aiutare gli altri
La compagnia nata a Casinalbo oltre vent’anni fa In scena nel weekend per sostenere Pollicino L'appuntamento all’Auditorium di Formigine s’intitola “Alice nel paese del fiatone”. È una replica dei primi due andati in scena ad aprile», sabato alle ore 21 e domenica alle ore 16.
FORMIGINE. Comici, divertenti, colorati, musicali e interattivi. Ma, soprattutto con una finalità benefica.
Di cosa stiamo parlando? Degli spettacoli realizzati dall’associazione culturale “La compagnia del Fiatone”. Composta attualmente da una quindicina di persone, la compagnia teatrale «di attori non professionisti», ci tengono a sottolineare i protagonisti di questa storia, si stanno preparando per la prossima rappresentazione che avverrà durante il fine settimana all’Auditorium Spira Mirabilis di Formigine.
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La loro storia inizia nel 1994 quando un gruppo di genitori di Casinalbo si unisce per creare una piccola compagnia teatrale. «Tutto è nato come momento di aggregazione - ha esordito Luca Cottafava, presidente dell’associazione culturale - e inizialmente gli spettacoli erano legati all’attività scolastica dei nostri figli, che frequentavano la scuola materna. Il suggerimento c’era stato dato dalle insegnanti. Poi, abbiamo preso confidenza con l’arte teatrale e le nostre rappresentazioni sono diventate più complesse, curate nei dettagli, strutturate, tanto che nel 2004 abbiamo costituito l’associazione di cui tuttora facciamo parte».
Fin dal vostro esordio, però, la finalità degli spettacoli non era solo il puro e semplice divertimento.
«No, abbiamo sempre pensato che fosse importante dare il nostro contributo a chi ne aveva bisogno. Così, il ricavato degli spettacoli lo diamo in beneficenza, per appoggiare progetti di varia natura. E, il destinatario può cambiare di volta in volta: in passato abbiamo aiutato la scuola di Casinalbo all’acquisto di materiale scolastico; il denaro ricavato dai due spettacoli che sono andati in scena la scorsa primavera, invece, è stato donato all’associazione di volontariato “La nostra voce” che assiste i pazienti che hanno subito operazioni in seguito a tumori alla bocca. Mentre, per quanto riguarda gli spettacoli del 18 e del 19, la somma sarà devoluta all’associazione Pollicino».
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Ecco, torniamo alle vostre commedie. Come sono?
«Sono spettacoli in prosa, rivisitazioni delle favole, dei cartoni animati, presi dai racconti della Walt Disney e riadattati al teatro. Negli anni abbiamo realizzato 16, 17 spettacoli e ognuno è stato replicato anche dieci volte. Quello che metteremo in scena all’Auditorium di Formigine s’intitola “Alice nel paese del fiatone”. È una replica dei primi due andati in scena ad aprile».
L’appuntamento è per sabato alle ore 21 e domenica alle ore 16.
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Cosa c’è da aspettarsi da questo spettacolo?
«Il richiamo ad “Alice nel paese delle meraviglie” è ovvio, ma non è solo questo. È un mosaico, composto da tante altre storie, come ben si può capire dal cartellone dove s’intravvede il tappeto volante e la lampada magica presenti in “Aladin”, Cuzco delle “Follie dell’imperatore” e così via dicendo… Non aggiungerei altro per non togliere la sorpresa a chi ci verrà a vedere. È pensato per celebrare gli oltre vent’anni della nostra attività insieme».
La compagnia del Fiatone da chi altro è composta?
«Siamo un gruppo eterogeneo e pur non essendo attori professionisti abbiamo messo in comune le nostre capacità ed esperienze personali. Ognuno ha il suo ruolo: io, per esempio, sono il regista. Inoltre, ho ballato per tanti anni perciò se c’è bisogno di una coreografia me ne posso occupare personalmente; mia moglie Monica fa la sarta e, insieme ad un’altra ragazza, ha realizzato i costumi. Ivan, un altro componente, è il tecnico audio e così via».
Non è ancora stato spiegato il perché del nome “La compagnia del Fiatone”?
«Ci cambiamo d’abito tante volte e dato che ognuno di noi interpreta più personaggi è inevitabile arrivare ad avere un po' di fiatone».
Dal ‘94 i vostri figli sono cresciuti. Vi seguono ancora?
«Sì e tante volte ci chiedono anche di partecipare attivamente agli spettacoli. Non solo: con noi ci sono sempre anche le loro insegnanti, coloro che in passato ci hanno incoraggiato ad iniziare quest’avventura insieme».
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