Non c’è il sindaco: il processo salta
Rinviata la causa per la palazzina Ausl crollata: nessuno ha chiamato Muzzarelli
2 MINUTI DI LETTURA
Dopo un anno di attese, ieri doveva finalmente cominciare, ma il processo per il crollo della palazzina ex Diagnosi e Cura (di proprietà Ausl, dentro al Policlinico) - che ha rischiato di travolgere due addette alle pulizie che si trovavano all’interno - è stato ancora una volta rinviato. Questa volta per un errore: non è stata comunicata l’udienza al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Ne aveva diritto: è il “titolare della pubblica incolumità” e quindi può partecipare al processo chiedendo anche di costituirsi parte civile, se lo ritiene opportuno, ma per qualche mistero burocratico non è mai partita la notifica dalla cancelleria. Per questo è stata fissata un’altra udienza per il 10 aprile. Sperando di partire. Attualmente sono già parte civile sia il Policlinico che l’Ausl.
Il rinvio a giudizio risale infatti al 14 novembre 2016, un anno fa esatto. Quattro gli imputati identificati alla fine di un lungo percorso di indagini condotte dal pm Marco Niccolini. Per la ditta che svolgeva i lavori, il legale rappresentante è il noto costruttore mirandolese Stefano Zaccarelli, fino a poco tempo fa ex presidente della AeC, il colosso delle costruzioni, già indagato anche per l’inchiesta sul cemento depotenziato usato per ricostruire la scuola media Frassoni di Finale. Con lui il responsabile del cantiere Mirko Ferraresi. Terzo imputato è il responsabile del settore Sviluppo e progettazione del Servizio tecnico e patrimoniale dell’Ausl di Modena, l’architetto Alba Bassoli. Infine, il quarto imputato è l’ingegnere che aveva l’incarico di direttore operativo dei lavori, Giancarlo Guidotti. Il crollo avvenne all’improvviso nell’aprile 2013. La palazzina ex Diagnosi e Cura doveva essere abbattuta secondo un tecnica “controllata, ma cedette all’improvviso.
Il rinvio a giudizio risale infatti al 14 novembre 2016, un anno fa esatto. Quattro gli imputati identificati alla fine di un lungo percorso di indagini condotte dal pm Marco Niccolini. Per la ditta che svolgeva i lavori, il legale rappresentante è il noto costruttore mirandolese Stefano Zaccarelli, fino a poco tempo fa ex presidente della AeC, il colosso delle costruzioni, già indagato anche per l’inchiesta sul cemento depotenziato usato per ricostruire la scuola media Frassoni di Finale. Con lui il responsabile del cantiere Mirko Ferraresi. Terzo imputato è il responsabile del settore Sviluppo e progettazione del Servizio tecnico e patrimoniale dell’Ausl di Modena, l’architetto Alba Bassoli. Infine, il quarto imputato è l’ingegnere che aveva l’incarico di direttore operativo dei lavori, Giancarlo Guidotti. Il crollo avvenne all’improvviso nell’aprile 2013. La palazzina ex Diagnosi e Cura doveva essere abbattuta secondo un tecnica “controllata, ma cedette all’improvviso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
