Gazzetta di Modena

Modena

Porta Aperta, ecco la storia di Mario

di Laura Solieri

Arrivato nel 2010, grazie all’associazione è stato riavvicinato alla famiglia, al lavoro e alla... vita

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MODENA . Porta Aperta, a Modena, è un crocevia di storie che ogni giorno volontari e operatori raccolgono tra le mura del centro di accoglienza gestito da questa associazione.

Oggi vi raccontiamo quella di Mario che ha quasi 60 anni e ha iniziato a lavorare a 18 anni, si è sempre dato da fare, poi la crisi, qualche problema di salute, e dal 2007 non lavora più.

È arrivato per la prima volta a Porta Aperta nel 2010, senza nessuno a cui fare sapere dove si trovava. «Non ho figli né una moglie», racconta a bassa voce. Per parecchi mesi, Mario ha trascorso la notte fuori. In queste condizioni, anche lavarsi per lui era un'impresa e «l'igiene personale era l'ultimo dei miei pensieri», confessa.

Durante la sua permanenza a Porta Aperta, si è tentato di ricucire i legami familiari di Mario, attraverso incontri periodici con il fratello e le sorelle, percorso che è terminato con la disponibilità delle sorelle a concedergli la residenza presso il comune di origine (in provincia di Modena), che ha consentito la presa in carico del Servizio Sociale dello stesso comune.

«Sarò sempre grato a Porta Aperta per la possibilità che mi ha dato, a partire dalla borsa lavoro che mi ha permesso di lavorare per un periodo presso il centro di raccolta “L’Arca” di Porta Aperta, attività che, una volta ultimata questa possibilità, mi sono sentito in dovere, a titolo di ringraziamento, di portare avanti, nel tempo libero, in veste di volontario».

Mario è stato poi seguito in un percorso educativo sulla gestione delle proprie risorse e la cura di sé ed è stato attivato un rapporto con la Caritas parrocchiale del comune di origine per il sostegno alla spesa. Mario è stato inoltre coinvolto in alcune attività di socializzazione presso Porta Aperta.

«Oggi posso godere di una pensione, mantenermi una stanza e provvedere ai miei bisogni. Quando sono arrivato a Porta Aperta, non avrei mai osato sperare tanto per me stesso».

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