accoglienza e integrazione
Firmato l’accordo fra presidi e Comune sugli alunni stranieri
Siglato ufficialmente l’accordo di rete tra Comune e dirigenti scolastici dei quattro istituti comprensivi. Per le sue caratteristiche l’accordo è il primo in provincia e tra i primi a livello...
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Siglato ufficialmente l’accordo di rete tra Comune e dirigenti scolastici dei quattro istituti comprensivi. Per le sue caratteristiche l’accordo è il primo in provincia e tra i primi a livello regionale e stabilisce le linee guida e gli accordi per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Il documento è stato illustrato nei dettagli dall’assessore all’Istruzione Stefania Gasparini insieme ai dirigenti scolastici Rossana Rinaldini (istituto comprensivo Carpi Centro), Chiara Penso (Carpi 2), Tiziano Mantovani (Carpi 3), Federico Giroldi (Carpi nord).
«È ispirato alla circolare ministeriale del 2010 e alle linee guida del decreto del 2014 - spiega Gasparini - Il suo obiettivo è mettere nero su bianco azioni di responsabilità affinché tutti i bambini possano interagire e frequentare la scuola nel modo più sereno possibile. La media degli alunni stranieri a Carpi oscilla tra il 20 e il 23%. L’obiettivo è quello di raggiungere omogeneità nei quattro comprensivi per evitare le classi ghetto. Il tema non è quello della cittadinanza ma del superare insieme eventuali ostacoli, linguistici o di altro tipo, insieme ai dirigenti. Il termine del 30% come massimo di alunni stranieri in classe, elevabile al 40%, non rappresenta un limite tassativo. In primis viene il diritto del bambino ad avere l’istruzione dell’obbligo. L’accordo entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, verrà presentato anche alla Consulta dell’integrazione per coinvolgere al meglio le famiglie straniere e avrà la durata di un anno».
I presidi plaudono all’unisono all’accordo “che avrà di certo ripercussioni positive”. Uno degli elementi con cui si punta a realizzare un equo bilanciamento tra bimbi italiani e stranieri è lo stradario. Una volta raccolte le iscrizioni, che devono essere fatte on line entro il 6 febbraio, (tranne per le scuole d’infanzia che prevedono il modulo cartaceo) “i dirigenti scolastici si riuniranno per stabilire lo stato dell’arte - specifica Rossana Rinaldini - e valuteranno insieme al Comune come bilanciare la situazione tenendo anche conto dello stradario, della vicinanza delle varie scuole e naturalmente delle tre opzioni cui hanno diritto i genitori. Ad esempio, alle Giotto c’è un elevata densità di stranieri. Ma le Giotto sono vicine alle Da Vinci e alle Anna Frank. Si vedrà come coordinare al meglio la situazione».
Nel comprensivo Carpi centro per le scuole d’infanzia sono 22 le classi in deroga al tetto massimo di stranieri, al Carpi 2 sono quattro - tutte alle Collodi - al Carpi 3 sono tre mentre al Carpi nord 11. (s.a.)
«È ispirato alla circolare ministeriale del 2010 e alle linee guida del decreto del 2014 - spiega Gasparini - Il suo obiettivo è mettere nero su bianco azioni di responsabilità affinché tutti i bambini possano interagire e frequentare la scuola nel modo più sereno possibile. La media degli alunni stranieri a Carpi oscilla tra il 20 e il 23%. L’obiettivo è quello di raggiungere omogeneità nei quattro comprensivi per evitare le classi ghetto. Il tema non è quello della cittadinanza ma del superare insieme eventuali ostacoli, linguistici o di altro tipo, insieme ai dirigenti. Il termine del 30% come massimo di alunni stranieri in classe, elevabile al 40%, non rappresenta un limite tassativo. In primis viene il diritto del bambino ad avere l’istruzione dell’obbligo. L’accordo entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico, verrà presentato anche alla Consulta dell’integrazione per coinvolgere al meglio le famiglie straniere e avrà la durata di un anno».
I presidi plaudono all’unisono all’accordo “che avrà di certo ripercussioni positive”. Uno degli elementi con cui si punta a realizzare un equo bilanciamento tra bimbi italiani e stranieri è lo stradario. Una volta raccolte le iscrizioni, che devono essere fatte on line entro il 6 febbraio, (tranne per le scuole d’infanzia che prevedono il modulo cartaceo) “i dirigenti scolastici si riuniranno per stabilire lo stato dell’arte - specifica Rossana Rinaldini - e valuteranno insieme al Comune come bilanciare la situazione tenendo anche conto dello stradario, della vicinanza delle varie scuole e naturalmente delle tre opzioni cui hanno diritto i genitori. Ad esempio, alle Giotto c’è un elevata densità di stranieri. Ma le Giotto sono vicine alle Da Vinci e alle Anna Frank. Si vedrà come coordinare al meglio la situazione».
Nel comprensivo Carpi centro per le scuole d’infanzia sono 22 le classi in deroga al tetto massimo di stranieri, al Carpi 2 sono quattro - tutte alle Collodi - al Carpi 3 sono tre mentre al Carpi nord 11. (s.a.)
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