Il vento alimenta il fuoco Distrutta la casa dei “Sisa”
di Daniele Montanari
Fiumalbo. Rogo notturno a Doccia. Inagibile l’abitazione degli allevatori Amidei Salvi in extremis il papà Peppino con i due figli. Il sindaco: «Aiutiamoli a rialzarsi»
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FIUMALBO . L’inferno nel cuore di una notte ghiacciata. È scoppiato a intorno alle 3 di ieri a Fiumalbo, ai 1400 metri della frazione di Doccia, all’ombra del Cimone. Un incendio divampato al civico 77 di via Versurone ha acquistato una forza impressionante per il forte (e gelido) vento, lasciando uno scenario da guerra: distrutti tetto seminuovo e mansarda di una casa di campagna, devastato il secondo piano e inagibile tutto il fabbricato. Dove c’era gente che dormiva. Fortunatamente non ci sono stati feriti tra la famiglia Amidei: i due figli Ilario e Paolo sono riusciti a mettersi in salvo assieme all’anziano padre Giuseppe “Peppino”.
Ma è stato davvero il peggiore degli incubi per una famiglia attaccatissima al territorio che continua ad allevare mucche tenendo viva la montagna. Erano tutti a letto, quando poco prima delle 3 uno dei ragazzi si è accorto che la canna fumaria della stufa aveva preso fuoco raggiungendo già il tetto in legno. Ha svegliato di soprassalto gli altri, ma non ha potuto fare niente per la casa di una vita. Immediata la chiamata ai vigili del fuoco, sul posto con i volontari di Pievepelago e poi con tre mezzi da Pavullo, che hanno dovuto montare anche le catene per la strada che, spalata ma con altri cumuli formati dal vento più il ghiaccio, ha complicato ancora la situazione. Poi è giunta anche la botte da Modena, di fronte a un fuoco reso tremendo dal vento: si è potuto considerare spento solo a mezzogiorno, poi le operazioni di smassatura delle braci e messa in sicurezza (puntellato il primo piano) si sono protratte fino alle 17.
Il tetto è crollato sul piano mansarda (100 metri circa) che a sua volta è collassato sul secondo, dove c’era anche la camera di uno dei ragazzi. Se non fugiva, sarebbe morto. Con la mansarda, distrutti tutti i ricordi di una vita, fra cui i mobili più antichi di famiglia. L’intervento dei pompieri però ha salvato il garage a lato e la stalla, con una ventina di capi. Destino beffardo: la catastrofe è capitata proprio quando, dopo tre anni di carte, era arrivato il via libera al progetto di ampliamento dell’azienda.
L’accaduto ha colpito moltissimo la comunità di Fiumalbo: tutti conoscono gli Amidei, soprannominati i “Sisa”, e l’anziano Peppino rimasto vedovo. Ha lasciato un impegno a Modena per vedere cos’era successo il sindaco Mirto Campi: «È tremendo - dice - una delle famiglie più legate al territorio ha perso tutto. Ma noi vogliamo che resti: apriremo subito un conto corrente per permettere a tutti di dare un aiuto. Ho detto ai ragazzi: adesso con la stalla nuova vedrete che facciamo anche la casa». Per ora la famiglia ha trovato ospitalità da parenti. Difficile capire perché la canna fumaria si sia incendiata in questo modo, ma è stato il vento a creare tutta l’emergenza.
Ma è stato davvero il peggiore degli incubi per una famiglia attaccatissima al territorio che continua ad allevare mucche tenendo viva la montagna. Erano tutti a letto, quando poco prima delle 3 uno dei ragazzi si è accorto che la canna fumaria della stufa aveva preso fuoco raggiungendo già il tetto in legno. Ha svegliato di soprassalto gli altri, ma non ha potuto fare niente per la casa di una vita. Immediata la chiamata ai vigili del fuoco, sul posto con i volontari di Pievepelago e poi con tre mezzi da Pavullo, che hanno dovuto montare anche le catene per la strada che, spalata ma con altri cumuli formati dal vento più il ghiaccio, ha complicato ancora la situazione. Poi è giunta anche la botte da Modena, di fronte a un fuoco reso tremendo dal vento: si è potuto considerare spento solo a mezzogiorno, poi le operazioni di smassatura delle braci e messa in sicurezza (puntellato il primo piano) si sono protratte fino alle 17.
Il tetto è crollato sul piano mansarda (100 metri circa) che a sua volta è collassato sul secondo, dove c’era anche la camera di uno dei ragazzi. Se non fugiva, sarebbe morto. Con la mansarda, distrutti tutti i ricordi di una vita, fra cui i mobili più antichi di famiglia. L’intervento dei pompieri però ha salvato il garage a lato e la stalla, con una ventina di capi. Destino beffardo: la catastrofe è capitata proprio quando, dopo tre anni di carte, era arrivato il via libera al progetto di ampliamento dell’azienda.
L’accaduto ha colpito moltissimo la comunità di Fiumalbo: tutti conoscono gli Amidei, soprannominati i “Sisa”, e l’anziano Peppino rimasto vedovo. Ha lasciato un impegno a Modena per vedere cos’era successo il sindaco Mirto Campi: «È tremendo - dice - una delle famiglie più legate al territorio ha perso tutto. Ma noi vogliamo che resti: apriremo subito un conto corrente per permettere a tutti di dare un aiuto. Ho detto ai ragazzi: adesso con la stalla nuova vedrete che facciamo anche la casa». Per ora la famiglia ha trovato ospitalità da parenti. Difficile capire perché la canna fumaria si sia incendiata in questo modo, ma è stato il vento a creare tutta l’emergenza.
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