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«Infiltrazioni mafiose Occorre restare vigili»

di Sara Donatelli
«Infiltrazioni mafiose Occorre restare vigili»

Castelfranco. Il sindaco Reggianini al convegno organizzato dall’Anpi locale Il giornalista Borrometi: «Le cosche stanno dando vita all’illegalità economica»

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CASTELFRANCO. “Mafie a 360°: è questo il titolo dell’iniziativa, promossa dall’Anpi di Castelfranco con la collaborazione del comune, che si è svolta presso la sala della biblioteca comunale “ Lea Garofalo”. «L’Anpi non vuole solo ricordare la Resistenza, ma contrastare anche le nuove forme di fascismo che, oggi più che mai, hanno dei legami fortissimi con la mafia», ha affermato William Venturelli, segretario Anpi locale.

Un confronto sul tema delle infiltrazioni mafiose non solo sul territorio nazionale ma anche locale, così come dichiarato dal sindaco Stefano Reggianini: «Non bisogna più relegare questa problematica ad alcune regioni del nostro paese, ma comprendere che si tratta di un fenomeno terribile che investe tutto il territorio nazionale a livello sociale, economico, politico».

Tra gli ospiti anche Paolo Borrometi, giornalista Agi e bersaglio di numerose minacce mafiose: «Il giornalista, raccontando quel che accade, ha un grande ruolo sociale in quanto contribuisce all’evoluzione civica di un popolo. Grazie al mio lavoro ho compreso che quando si dice “qui la mafia non esiste” è proprio quello il momento più delicato per la salvaguardia di un territorio e dobbiamo definitivamente eliminare la convinzione che le mafie siano solo nelle case madri in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Le cosche si sono spostate e stanno dando vita ad una drammatica illegalità economica«.

Durante il dibattito è stato citato anche Aemilia, il più grande processo contro la ‘ndrangheta al Nord con i suoi 147 imputati tutt’ora in corso a Reggio Emilia e che ha visto coinvolti anche un’azienda della Bassa e altri personaggi che ruotano attorno la nostra provincia: «Quando gli imputati hanno chiesto al presidente della Corte Francesco Maria Caruso di vietare l’ingresso ai giornalisti, quello è stato un segnale ben preciso, in quanto vi è stato un chiaro tentativo di mettere a tacere le voci su un processo importantissimo«, termina Borrometi. Durante l’iniziativa si è inoltre analizzato il ruolo dell’associazionismo nel contrasto alle mafie: «Libera è nata dall’esigenza di affiancarsi alla magistratura e altri organi dello Stato che si mobilitano nel contrasto alla mafia, mettendo sul piatto della bilancia due elementi fondamentali: la memoria e l’impegno. Le critiche al movimento antimafia vanno accettate ma al contempo sono un segnale del grande lavoro che si sta svolgendo«, ha dichiarato Maurizio Piccinini, esponente dell’associazione Libera.

Un ulteriore bilancio è stato tracciato dal senatore e membro della Commissione Antimafia Stefano Vaccari, ex sindaco di Nonantola ed ex assessore provinciale del Pd, che ha ricordato come attraverso il nuovo Codice Antimafia siano stati compiuti a livello normativo importanti passi in avanti sul contrasto alle mafie: «Con il 416- ter abbiamo codificato il voto di scambio politico-mafioso. Grazie al Codice Antimafia abbiamo inoltre ridefinito il ruolo dell’amministratore giudiziario e dotato l’Agenzia dei beni confiscati di maggiori strumenti, sottoponendola ad una maggiore vigilanza da parte del Ministero degli Interni. Non dimentichiamo- ha terminato il senatore Vaccari- che le mafie temono due cose: la conoscenza del loro modo di mimetizzarsi e l’attacco al loro patrimonio».

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