La politica si compatta: «È ora di finirla»
Il presidente Bonaccini, tutto il Pd, 5 Stelle e SI invocano una svolta: il caso finisce in Parlamento
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Nelle ultime settimane la vertenza della Castelfrigo è giunta anche sui tavoli politici che, adesso, sostengono di voler risolvere quanto prima il problema.
«Per una realtà come l’Emilia-Romagna è inaccettabile la presenza di situazioni ai limiti della legalità e di sfruttamento dei lavoratori, situazioni che vanno perseguite secondo i termini di legge ma che, soprattutto, vanno prevenute», afferma il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini che con il Presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, e al sindaco di Castelnuovo, Massimo Paradisi, ha scritto ai ministri Poletti e Calenda per chiedere ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico di prendere posizione nella vicenda Castelfrigo.
«È sicuramente un bene il fatto che sia a livello regionale che a livello nazionale si stia discutendo sui tipi di interventi da portare avanti. È utile, tuttavia, ripensare l’intero paradigma, trovando un equilibrio tra lo sviluppo economico e la tutela dei diritti dei lavoratori. Il rispetto delle regole deve rimanere il punto focale», riflette Paradisi.
«Abbiamo intenzione di andare a fondo su questa vicenda chiedendo in primo luogo che vengano resi pubblici i nomi di quelle aziende della grande distribuzione che Castelfrigo rifornisce e che di fatto contribuiscono ad alimentare un sistema di lavoro che, nel 2017, si poggia ancora sul caporalato» ha annunciato Giulia Gibertoni (M5s).
«Quello che denunciano i lavoratori delle due cooperative della Castelfrigo è agghiacciante e non degno della realtà modenese. Sentire di lavoratori trattati da schiavi e sottoposti a vessazioni di caporali che nulla hanno di umano ricorda come certi diritti non possono mai essere dati per scontati», tuona il segretario provinciale del Pd Davide Fava.
«Alle parole ora seguano i fatti: si impediscano i licenziamenti e si riporti alla legalità una situazione fuori controllo», ribadisce l’onorevole Giovanni Paglia, di Sinistra italiana.
«Ciò che sta succedendo a Castelnuovo non può essere accettato per i gravissimi riflessi che la vicenda ha sul fronte dei diritti dei lavoratori, ma anche per le industrie del settore e per l’economia di questa area», conclude l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. (s.d.)
«Per una realtà come l’Emilia-Romagna è inaccettabile la presenza di situazioni ai limiti della legalità e di sfruttamento dei lavoratori, situazioni che vanno perseguite secondo i termini di legge ma che, soprattutto, vanno prevenute», afferma il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini che con il Presidente della Provincia di Modena, Giancarlo Muzzarelli, e al sindaco di Castelnuovo, Massimo Paradisi, ha scritto ai ministri Poletti e Calenda per chiedere ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico di prendere posizione nella vicenda Castelfrigo.
«È sicuramente un bene il fatto che sia a livello regionale che a livello nazionale si stia discutendo sui tipi di interventi da portare avanti. È utile, tuttavia, ripensare l’intero paradigma, trovando un equilibrio tra lo sviluppo economico e la tutela dei diritti dei lavoratori. Il rispetto delle regole deve rimanere il punto focale», riflette Paradisi.
«Abbiamo intenzione di andare a fondo su questa vicenda chiedendo in primo luogo che vengano resi pubblici i nomi di quelle aziende della grande distribuzione che Castelfrigo rifornisce e che di fatto contribuiscono ad alimentare un sistema di lavoro che, nel 2017, si poggia ancora sul caporalato» ha annunciato Giulia Gibertoni (M5s).
«Quello che denunciano i lavoratori delle due cooperative della Castelfrigo è agghiacciante e non degno della realtà modenese. Sentire di lavoratori trattati da schiavi e sottoposti a vessazioni di caporali che nulla hanno di umano ricorda come certi diritti non possono mai essere dati per scontati», tuona il segretario provinciale del Pd Davide Fava.
«Alle parole ora seguano i fatti: si impediscano i licenziamenti e si riporti alla legalità una situazione fuori controllo», ribadisce l’onorevole Giovanni Paglia, di Sinistra italiana.
«Ciò che sta succedendo a Castelnuovo non può essere accettato per i gravissimi riflessi che la vicenda ha sul fronte dei diritti dei lavoratori, ma anche per le industrie del settore e per l’economia di questa area», conclude l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. (s.d.)
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