Nexive, 10mila bollette non saranno consegnate
di Serena Arbizzi
Scatta lo sciopero a oltranza nell’azienda di servizi postali gestita dalla coop I 16 lavoratori non sono stati pagati in luglio e ottobre. Manca parte del Tfr
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È scattato ieri mattina lo sciopero a oltranza alla Nexive, azienda con sede a Carpi e Medolla che si occupa di servizi postali. La società opera parallelamente a Poste italiane nell’ambito della corrispondenza consegnata a cittadini e a imprese. Ai 16 dipendenti di Nexive, assunti da due cooperative, D.M. Logistica e Job is now, entrambe di Milano, non sono state pagate due mensilità: quella di luglio e anche quella di ottobre, com’è stato comunicato ai lavoratori via sms. Per questo i dipendenti, insieme alla Uil Trasporti, hanno dato vita a uno sciopero a oltranza davanti alla sede carpigiana di via Giovanni XXIII. Questo comporterà che 10mila lettere contenenti pagamenti utenze non verranno consegnate a cittadini residenti a Carpi, Medolla,Cavezzo, Camposanto e Mirandola, tra gli altri comuni. Oltre a Carpi, infatti, Nexive serve anche un’ampia fetta della Bassa. Si tratta di bollette con scadenza molto ravvicinata, tra il 20 e il 22 novembre.
«Nexive è società committente che appalta al Consorzio Smb di Milano, che a sua volta subappalta alle cooperative D.M. Logistica e Job is now - commenta Raffaele Perfetto, segretario provinciale della Uil Trasporti - I dipendenti sono stati assunti dalle due cooperative. Si tratta di cooperative spurie che noi combattiamo sul territorio: società che si costituiscono e poi si dissolvono nel giro di breve tempo con il solo obiettivo di lucrare. I dipendenti devono percepire lo stipendio di luglio che include un rimborso del 730. Si tratta di somme consistenti, che vanno dai 2300 fino ai 2500. Rimane da incassare anche il Tfr di una vecchia società, oltre alla busta paga di ottobre. Quest’ultima, è stato comunicato ai lavoratori via sms, non verrà pagata ai lavoratori. I dipendenti hanno tutti un contratto di lavoro part-time di 20 ore settimanali, ma fanno molte più ore: almeno il doppio. La parte di compenso aggiuntiva rispetto al part-time viene conteggiata tramite qualche difformità. Sospettiamo che ci sia un premio detassato e che, pertanto, non sia soggetto a contribuzione».
A carico dei lavoratori di Nexive c’è poi un ulteriore disagio. Riguarda i mezzi utilizzati per gli spostamenti lavorativi.
«Noi dobbiamo utilizzare la nostra macchina o il nostro scooter per spostarci - spiegano i dipendenti - È vero che siamo rimborsati, però, intanto, la benzina ce la mettiamo noi. Si tratta di un doppio svantaggio, quindi, non solo per usiamo un nostro mezzo per lavorare ma anche perché paghiamo in anticipo la benzina. Per tutti questi motivi abbiamo avviato lo sciopero a oltranza: ci sono 10mila lettere contenti utenze con scadenza fra il 20 e il 22 bloccate».
«Nexive è società committente che appalta al Consorzio Smb di Milano, che a sua volta subappalta alle cooperative D.M. Logistica e Job is now - commenta Raffaele Perfetto, segretario provinciale della Uil Trasporti - I dipendenti sono stati assunti dalle due cooperative. Si tratta di cooperative spurie che noi combattiamo sul territorio: società che si costituiscono e poi si dissolvono nel giro di breve tempo con il solo obiettivo di lucrare. I dipendenti devono percepire lo stipendio di luglio che include un rimborso del 730. Si tratta di somme consistenti, che vanno dai 2300 fino ai 2500. Rimane da incassare anche il Tfr di una vecchia società, oltre alla busta paga di ottobre. Quest’ultima, è stato comunicato ai lavoratori via sms, non verrà pagata ai lavoratori. I dipendenti hanno tutti un contratto di lavoro part-time di 20 ore settimanali, ma fanno molte più ore: almeno il doppio. La parte di compenso aggiuntiva rispetto al part-time viene conteggiata tramite qualche difformità. Sospettiamo che ci sia un premio detassato e che, pertanto, non sia soggetto a contribuzione».
A carico dei lavoratori di Nexive c’è poi un ulteriore disagio. Riguarda i mezzi utilizzati per gli spostamenti lavorativi.
«Noi dobbiamo utilizzare la nostra macchina o il nostro scooter per spostarci - spiegano i dipendenti - È vero che siamo rimborsati, però, intanto, la benzina ce la mettiamo noi. Si tratta di un doppio svantaggio, quindi, non solo per usiamo un nostro mezzo per lavorare ma anche perché paghiamo in anticipo la benzina. Per tutti questi motivi abbiamo avviato lo sciopero a oltranza: ci sono 10mila lettere contenti utenze con scadenza fra il 20 e il 22 bloccate».
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