la protesta/1
«Treni in orario: una vera utopia»
Modena-Mantova: lo sfogo di tre studentesse stanche dei ritardi
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19:45. Il binario “4” della stazione di Modena brulica di pendolari che, da un mese ormai, non sanno se e quando raggiungeranno la loro destinazione. Il ritardo riportato sul tabellone non fa che aumentare. La porta di casa è diventata un miraggio per tutti i lavoratori e gli studenti della tratta Mantova-Modena. Perlomeno, la propria abitazione sembra rimanere una certezza, ci aspetta sempre fedelmente. Non si può dire lo stesso per il proprio impiego, così come gli esami universitari e le lezioni: né il datore di lavoro, né il professore intendono giustificare un'assenza per un ritardo dei trasporti. Trenitalia ci sta facendo perdere il treno, in tutti i sensi. Infatti, sebbene il costo del (dis)servizio aumenti di anno in anno, i treni del percorso in questione presentano continui ritardi. Inoltre, anche durante gli scioperi, come quello nazionale tenutosi il 10 novembre 2017, Trenitalia non ha mantenuto nemmeno il servizio passeggeri previsto dalla fascia garantita: alle 9 del mattino, non è stato possibile recarsi a Modena. Di conseguenza, per un gruppo di studentesse sprovviste di autovettura propria, presentarsi ad un esame può diventare un'impresa impossibile.
Non bisogna dimenticare che, nella maggior parte dei casi, gli utenti non possono nemmeno rivolgersi al personale addetto, presso gli sportelli della stazione, per ottenere un eventuale rimborso o per sapere come tutelarsi. Pena: l'umiliazione di essere derisi per aver provato ad esercitare i propri diritti. Probabilmente, dietro ad una risata o ad una risposta maleducata, si nascondono l'incompetenza e l'assenza di risposte.
Un sogno? Poter vedere, prima della fine dell’università, un ente statale che possa garantire ai suoi utenti un servizio che esiste dal 1825. Abbiamo concluso queste poche righe alle 20.30, mentre il treno è nuovamente bloccato nel nulla della campagna reggiana. L'arrivo a Suzzara era previsto per le ore 19.55. Cinquanta minuti di ritardo per “un problema di segnaletica”.
Le studentesse pendolari: Valentina Nieddu,
Alessia Borsatti,
Nicole Mossini e Laura Sacchi.
Non bisogna dimenticare che, nella maggior parte dei casi, gli utenti non possono nemmeno rivolgersi al personale addetto, presso gli sportelli della stazione, per ottenere un eventuale rimborso o per sapere come tutelarsi. Pena: l'umiliazione di essere derisi per aver provato ad esercitare i propri diritti. Probabilmente, dietro ad una risata o ad una risposta maleducata, si nascondono l'incompetenza e l'assenza di risposte.
Un sogno? Poter vedere, prima della fine dell’università, un ente statale che possa garantire ai suoi utenti un servizio che esiste dal 1825. Abbiamo concluso queste poche righe alle 20.30, mentre il treno è nuovamente bloccato nel nulla della campagna reggiana. L'arrivo a Suzzara era previsto per le ore 19.55. Cinquanta minuti di ritardo per “un problema di segnaletica”.
Le studentesse pendolari: Valentina Nieddu,
Alessia Borsatti,
Nicole Mossini e Laura Sacchi.
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