Un candidato della Lega? Caselli frena gli alleati
di Andrea Gilioli
L’ex sindaco replica al vertice del Carroccio che vuole guidare il centro destra alle prossime amministrative. «Se c’è una coalizione se ne deve parlare insieme»
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La Lega Nord sassolese, che già ha avviato la campagna elettorale per le politiche di primavera, si candida a guidare la coalizione di centrodestra in vista delle prossime amministrative, ma dai probabili alleati, lista “Sassolesi” in primis, arrivano alcuni distinguo. A poco più di un anno dal voto l’ex sindaco e leader della civica Sassolesi, Luca Caselli, non è ancora certo di una sua ricandidatura, ma respinge ogni diktat del Carroccio. «Sicuramente ora la Lega ha i numeri per candidarsi a guida del centrodestra – spiega l’ex sindaco – ma se ci sarà una coalizione bisognerà parlarne tutti insieme e stabilire chi debba condurre il gruppo: mi sembra un principio pacifico».
I partiti tradizionali alle prossime politiche avranno modo di misurarsi in vista delle amministrative, di capire quanti potenziali elettori ha il simbolo. Per una civica come i “Sassolesi” cosa conterà?
«I consensi della gente e anche senza il simbolo sulla scheda è evidente che la nostra lista sia ben vista dalla cittadinanza e possa contare su molti voti. Come civica abbiamo un peso in opposizione e lo avremo alle amministrative».
È certamente presto per dirlo ma secondo lei, a Sassuolo, nel 2019, i Cinque Stelle potrebbero essere una minaccia, come si sono rivelati essere in Sicilia per il centro destra o si potrebbe ripetere il flop del 2014, quando in città presero la metà dei consensi rispetto le europee?
«Il Movimento - spiega Caselli - prende voti un po’ ovunque, da tutti i partiti classici. A Sassuolo però li vedo un po’ spenti. Lo dico senza far polemica. Mi sembra che si stiano perdendo su temi nazionali e che trascurino il piano locale, che si perdano in polemiche sui social e nella burocrazia del Comune, in cui annaspano continuamente con interventi fumosi e bizantini. Certo, però, se ritroveranno la verve che hanno a livello nazionale allora potranno costituire un pericolo vero anche a Sassuolo. Oggi come oggi, con un futuro ballottaggio pressoché certo, non credo lo siano».
Il centro sinistra a livello nazionale è in crisi. A Sassuolo resta un competitor da tenere sott’occhio?
«La sinistra a Sassuolo è messa peggio che a Roma: non si fanno vedere dalla gente, non dialogano. Tuttavia siamo in Emilia e hanno uno zoccolo duro di voti, dati a prescindere. Se si votasse domattina, però, perderebbero. Non so cosa si inventeranno da qui ad un anno e mezzo, ma li vedo molto spaccati e divisi. Le polemiche interne non portano mai a niente di buono, e io lo so bene. Non credo che si riprenderanno facilmente prima del voto«.
L’area moderata sassolese, che, a proposito di spaccature, è nata anche dalle defezioni di alcuni suoi assessori, potrebbe rientrare all'interno di una possibile coalizione?
«Per rientrare in una casa che si ha abbandonato – chiude Caselli - bisogna bussare e vedere se il padrone di casa apre. È la storia del figliol prodigo. Io penso che ci sia bisogno di tutti, ma è chiaro che chi ha abbandonato la nave dovrà spiegare perché vuole ritornare: non basta dire di essere moderati o essere sicuri che stavolta si vincerà».
I partiti tradizionali alle prossime politiche avranno modo di misurarsi in vista delle amministrative, di capire quanti potenziali elettori ha il simbolo. Per una civica come i “Sassolesi” cosa conterà?
«I consensi della gente e anche senza il simbolo sulla scheda è evidente che la nostra lista sia ben vista dalla cittadinanza e possa contare su molti voti. Come civica abbiamo un peso in opposizione e lo avremo alle amministrative».
È certamente presto per dirlo ma secondo lei, a Sassuolo, nel 2019, i Cinque Stelle potrebbero essere una minaccia, come si sono rivelati essere in Sicilia per il centro destra o si potrebbe ripetere il flop del 2014, quando in città presero la metà dei consensi rispetto le europee?
«Il Movimento - spiega Caselli - prende voti un po’ ovunque, da tutti i partiti classici. A Sassuolo però li vedo un po’ spenti. Lo dico senza far polemica. Mi sembra che si stiano perdendo su temi nazionali e che trascurino il piano locale, che si perdano in polemiche sui social e nella burocrazia del Comune, in cui annaspano continuamente con interventi fumosi e bizantini. Certo, però, se ritroveranno la verve che hanno a livello nazionale allora potranno costituire un pericolo vero anche a Sassuolo. Oggi come oggi, con un futuro ballottaggio pressoché certo, non credo lo siano».
Il centro sinistra a livello nazionale è in crisi. A Sassuolo resta un competitor da tenere sott’occhio?
«La sinistra a Sassuolo è messa peggio che a Roma: non si fanno vedere dalla gente, non dialogano. Tuttavia siamo in Emilia e hanno uno zoccolo duro di voti, dati a prescindere. Se si votasse domattina, però, perderebbero. Non so cosa si inventeranno da qui ad un anno e mezzo, ma li vedo molto spaccati e divisi. Le polemiche interne non portano mai a niente di buono, e io lo so bene. Non credo che si riprenderanno facilmente prima del voto«.
L’area moderata sassolese, che, a proposito di spaccature, è nata anche dalle defezioni di alcuni suoi assessori, potrebbe rientrare all'interno di una possibile coalizione?
«Per rientrare in una casa che si ha abbandonato – chiude Caselli - bisogna bussare e vedere se il padrone di casa apre. È la storia del figliol prodigo. Io penso che ci sia bisogno di tutti, ma è chiaro che chi ha abbandonato la nave dovrà spiegare perché vuole ritornare: non basta dire di essere moderati o essere sicuri che stavolta si vincerà».
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